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Resoconto della seduta n.125 del 16/07/2013

SEDUTA N. 125 DEL 16 LUGLIO 2013

La seduta inizia alle ore 10,45

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 125 del 16 luglio 2013. Do per letto i processi verbali delle sedute n. 123 del 2 luglio e n. 124 del 9 luglio 2013, i quale, ove non vi siano obiezioni, si intendono approvati ai sensi dell’art. 29 del Regolamento Interno.
Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge regionale:
n. 345 in data 8 luglio, ad iniziativa dei Consiglieri Giancarli, Sciapichetti, Badiali, Busilacchi, concernente: “Modifiche alla legge regionale 20 giugno 2003, n. 13 (riorganizzazione del servizio sanitario regionale)”, assegnata alla V Commissione assembleare in sede referente trasmessa per conoscenza al Consiglio delle Autonomie Locali;
n. 346 in data 4 luglio, ad iniziativa del Consigliere Latini, concernente: “Interventi a sostegno delle imprese, dei disoccupati e delle famiglie in difficoltà”, assegnata alla V Commissione assembleare in sede referente, alla II Commissione assembleare per il parere di cui all’articolo 69 del Regolamento Interno e trasmessa ai sensi dell'articolo 68 del Regolamento Interno alla V Commissione assembleare;
n. 347 in data 10 luglio, ad iniziativa dei Consiglieri Perazzoli, Bellabarba, Sciapichetti, concernente: “ Modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2004, n. 27 concernente 'Norme per l'elezione del Consiglio e del Presidente della Giunta regionale'”, assegnata alla I Commissione assembleare in sede referente;
n. 348 in data 11 luglio, ad iniziativa del Consigliere Sciapichetti, concernente: “Disciplina delle sale da gioco, lotta alle scommesse e al gioco d'azzardo”, assegnata alla I Commissione assembleare in sede referente e trasmessa per conoscenza al Consiglio delle Autonomie Locali;
E' stata presentata la seguente mozione:
n. 526 del Consigliere Marangoni “Ispettori ambientali. Riconoscimento della figura a livello normativo regionale e nazionale”;
Il Presidente della Giunta regionale ha promulgato la seguente legge regionale:
n. 17 in data 9 luglio 2013 “Modifiche alla legge regionale 30 ottobre 1998, n. 36 “Sistema di emergenza sanitaria”;
Hanno chiesto congedo il Presidente della Giunta Spacca, i Consiglieri Camela, Acacia Scarpetti, Massi.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Un attimo solo che vi do un'ulteriore comunicazione, poi sull'ordine del giorno sentiamo le richieste di intervento, in sede di Conferenza dei Presidenti dei Gruppi si è deciso, per ragioni che attengono alla presenza di cittadini e di amministratori, compresi i Sindaci dei tre Comuni, di trattare il punto 8 come primo punto, anche prima delle interrogazioni, se non ci sono parerei contrari da parte dell'Aula, proporrei di partire dalla proposta di legge ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: "Istituzione di un nuovo Comune mediante fusione dei Comuni di Castel Colonna, Monterado e Ripe, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera a), della legge regionale 16 gennaio 1995, n. 10 'Norme sul riordinamento territoriale dei Comuni e delle Province nella regione Marche'". Se non ci sono obiezioni direi di programmare i lavori dell'Aula in questo modo: si parte con la proposta di legge, si fanno le interrogazioni e poi si segue l'ordine del giorno così come è stato trasmesso.
Vedo che non ci sono obiezioni, direi che è accolta la proposta.
Ha la parola il Consigliere Zinni.

Comunicazioni ai sensi dell'art. 35, sesto comma, del R.I.

Giovanni ZINNI. Presidente volevo segnalarle, immagino che lei non ne sia a conoscenza, che oggi ci sarà una conferenza stampa, in tarda mattinata, all'interno dell'Ospedale della Santa Casa di Loreto, dove il Direttore Ciccarelli insieme ad una serie di figure politiche, fra le quali quella del collega Pieroni, farà una conferenza stampa, di chiara natura politica, per illustrare quelle che saranno le eventuali modifiche attinenti l'ospedale.
Ora io mi chiedo come sia possibile che quando c'è il Consiglio regionale ci siano dei Consiglieri che partecipano a cose di questo tipo, invece di chiedere di non farle, e in secondo luogo, credo che sia il caso che lei segnali, anche a chi di dovere, che è inaccettabile che vengano fatte conferenze politiche, di natura politica dentro gli ospedali, conferenze stampa dentro gli ospedali.
Io sono profondamente indignato perché credo che le figure tecniche debbano rimanere tecniche e le figure politiche, come i Consiglieri regionali e i Sindaci, debbano rimanere politiche.
Questa è una cosa cosa che, a mio avviso, il Consiglio regionale doveva sapere, in particolar modo l'Ufficio di Presidenza, visto che il Consigliere Pieroni ne fa parte, credo che sia ora di farcela finita, di dover assistere, tra le altre cose, alla riforma della sanità dai giornali, invece che nelle Commissioni competenti con un'attività di approfondimento.
Mi sentivo di denunciare questa cosa che trovo profondamente scorretta.

PRESIDENTE. Rispondo al Consigliere Zinni. Il divieto assoluto di convocare una conferenza stampa in un plesso ospedaliero evidentemente non c'è, non è possibile dire ex ante se è o sarà una conferenza stampa di carattere politico, questo non lo so, adesso valuteremo tutto.
Io debbo dire, per la verità, che il Consigliere Pieroni, nonché Segretario di Presidenza, ha fatto richiesta a me per l'esonero dalla seduta in quanto, mi pare di ricordare il testo della richiesta, impegnato in un'attività istituzionale presso il suo Comune, mi pare che ci fosse scritto incontro con il Sindaco, in tema di sanità. Io non ho avuto dubbi sull'accordarlo stante la dichiarazione, così come lo accorderei, nel caso di un impegno istituzionale.
Mi riprometto di valutare la correttezza della richiesta per quanto riguarda il congedo ed anche il tipo di taglio della conferenza stampa fatta all'interno dell'Ospedale di Loreto.
In modo aprioristico, non intravedo delle cause che non possono legittimare una conferenza stampa, ad esempio, però sarà oggetto di valutazione da parte mia.
Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Volevo informare tutti i Consiglieri e lei, in particolare Presidente, in quanto garante dei diritti e delle prerogative dei Consiglieri stessi, che nei giorni scorsi ho chiesto documentazione mediante la mia e-mail ufficiale all'ufficio dell'Arch. Minetti, tanto per essere chiari, sul biogas, sull'impianto di Recanati, la cui procedura è in corso. Ancora una volta, mi è stato scritto dall'ufficio dell'Arch. Minetti, da un impiegato del suo ufficio, che devo richiedere questa documentazione facendo una richiesta ufficiale di accesso agli atti.
Lo Statuto della Regione Marche ed il Regolamento del Consiglio danno diritto ai Consiglieri, che ne facciano semplice richiesta, ed io l'ho fatta con la mia e-mail ufficiale, di avere tutti i documenti, ancora una volta le chiedo, non è la prima volta che lo faccio, di richiamare in maniera energica la Giunta in generale, affinché quando un Consigliere chiede con la sua e-mail ufficiale dei documenti gli vengano dati.
Richiedere l'accesso agli atti come se fossimo “cittadini normali”, quindi, senza le prerogative garantite dallo Statuto e dal Regolamento, è un atto illegittimo da parte della Giunta, quindi, chiedo che si rispetti lo Statuto della Regione Marche ed il Regolamento del Consiglio.
Non possiamo essere vittime, non sono l'unica vittima, ci sono anche casi di Consiglieri regionali di maggioranza, in particolare nella sanità e nell'ambiente, delle interpretazioni arbitrarie della Giunta che tutte le volte chiede, addirittura, per iscritto l'accesso agli atti.
E' sbagliato, quindi, le chiedo di intervenire a tutela dei nostri diritti.

PRESIDENTE. La prego di fornirmi la documentazione, cioè la sua richiesta e la risposta del Dirigente, se me la fa pervenire in giornata stessa valutiamo, chiediamo chiarimenti, perché è evidente che la richiesta di accesso agli atti, in base alla legge 241, di un cittadino o di un Consigliere, probabilmente, quanto a formalità di richiesta non cambia molto, va comunque fatta per iscritto, ma certamente la richiesta di un Consigliere non può essere paragonata a quella di un qualsiasi cittadino, non per una diminuzio di rispetto nei confronti del cittadino, ma perchè un Consigliere per la propria attività, per cui è pagato, ha bisogno di avere tempi e immediatezza di riscontro che sono essenziali.
Lo so che c'è qualcuno che ancora continua a non capire, cercheremo di farglielo capire con tutti i mezzi, perché è sacrosanto, non il diritto, il dovere dei Consiglieri di esercitare la loro funzione e, talvolta, per poterla esercitare appieno hanno bisogno della documentazione che deve essere data con termini assolutamente di priorità, quindi, stenderemo una lettera, salvo, poi, ritornarci ancora sopra in modo forte perché condivido appieno.
Se mi passa la documentazione provvediamo in giornata.
Ha la parola la Consigliera Foschi.

Elisabetta FOSCHI. Solo per testimoniare e denunciare la stessa situazione evidenziata poco fa dal collega Consigliere Marangoni, analogo caso, stessa risposta.
Farò avere anch'io la documentazione, io non ho solo mandato una e-mail in posta elettronica, ma ho mandato delle raccomandate al Dirigente Arch. Minetti, l'esito è lo stesso e lo stesso è il destinatario.

PRESIDENTE. A titolo esemplificativo diremo si allega questa documentazione, ma ci segnalano in Aula altre situazioni di questo genere che non possono essere tollerate.
Ha la parola il Consigliere Natali.

Giulio NATALI. Discorso diverso, ma stesso ambito: tutela del Consigliere regionale.
Abbiamo sentito del trasbordare di Consiglieri comunali, come diceva giustamente il Consigliere Zinni, andremo a fare una conferenza stampa nell'ufficio del Direttore generale dell'Asur, se vi sembra normale, è quello che succede in un ospedale oggi. Se vi sembra normale..., quanto meno è ineducato ed inopportuno.
A me capita una cosa diversa, stavolta non capitano "minetizzazioni", mi capita un'altra cosa. Sono in Commissione sanità ed ho chiesto al Presidente della Commissione, che purtroppo non vedo, perché mi piacerebbe parlare davanti a lui, che quando ci sarebbe stata la visita nell'Area Vasta 5, delle Case della salute, quelle che dovrebbero essere le Case della salute di Ascoli, che non ci sono tra l'altro, Presidente, ma questo è un discorso diverso, di essere avvisato, “non c'è problema ti garantisco”.
Sono un po' datato, ma non penso che questo intervento potesse essere fatto nel Consiglio regionale di martedì scorso, davanti a dei problemi molto più importanti, però, ritengo che la tutela del Consigliere regionale vada fatta. Allora domenica scorsa, lunedì 8 luglio, a mezzanotte e cinquanta mi è arrivato un sms, a mezzanotte e cinquanta, voi capite benissimo che a mezzanotte e cinquanta si può fare politica, si può dormire, si può ballare, lo dico a lei Presidente perché lei è il mio Presidente, e far qualsiasi altra attività, un messaggio a mezzanotte e cinquanta mi preannuncia una visita alle Case della salute di Ascoli per il giorno dopo alle 15,15, dicendo che c'era un'urgenza. Ciò dimostra che il Presidente Comi con l'Assessore Mezzolani stavano facendo politica a mezzanotte e cinquanta, penso.
Il problema è che, al di là di tutto questo, di cui non voglio dire, stendo un velo pietoso, è solo ineducazione, il giorno dopo apprendo, perché qualcuno lo dice, che c'è una riunione del PD sulla sanità in Ascoli Piceno nel pomeriggio, per cui si univa l'utile al dilettevole, e l'Assessore alla sanità non era più l'Assessore alla sanità di questo Consiglio regionale, era un autorevole esponente regionale del PD, il Presidente Comi non era il Presidente della V Commissione, ma era un autorevole esponente del PD regionale i quali dovevano unire l'utile al dilettevole e, visto che dovevano scendere nel basso impero, avrebbero fatto prima una visitina alle 15,15 e poi la riunione.
Questo è inconsentibile, e non è solo questione di ineducazione, perché l'ineducazione va in giro con le "impugnature", Presidente, e questo ci può anche stare, è una questione di tutela dei diritti dei Consiglieri regionali ed è ancora più grave che tutto questo non avvenga da parte dei Dirigenti, con tutto quello che abbiamo sentito e che tutti sappiamo, ma avvenga addirittura da parte della politica che si fa in questo Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Grazie Consigliere Natali.

Proposta di legge n. 281
ad iniziativa della Giunta regionale
"Istituzione di un nuovo Comune mediante fusione dei Comuni di Castel Colonna, Monterado e Ripe, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera a), della legge regionale 16 gennaio 1995, n. 10 - Norme sul riordinamento territoriale dei Comuni e delle Province nella regione Marche"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 281 ad iniziativa della Giunta. Il relatore di maggioranza è il Consigliere Traversini, il relatore di minoranza è il Consigliere Massi che oggi è assente per un impedimento, quindi, ascolteremo solo la relazione di maggioranza anche se, di fatto, la relazione del Consigliere Massi è stata, credo, favorevole perché c'era un accordo di tutti su questa proposta di legge.
Il Consigliere Massi si scusa ma non poteva essere presente.
Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Grazie Presidente. Con l'approvazione di questa proposta di legge, la n. 281, si chiude un iter importantissimo quello che porta alla fusione dei Comuni di Castelcolonna, Ripe e Monterado.
Devo fare i complimenti ai Comuni, alla lungimiranza dei Sindaci e delle amministrazioni comunali che hanno proposto, a suo tempo, alla Giunta regionale di intraprendere questo percorso.
Lungimiranza amministrativa in un periodo di riforma degli enti locali, di difficoltà, che porta ad un atto importante, quello della fusione, neanche semplice da far passare sia a livello politico che amministrativo. Credo che veramente vadano fatti i complimenti.
E' un atto importante essendo il primo per la regione Marche.
Questa è la prima fusione volontaria dopo la riforma, quindi, un passaggio importantissimo che altri dovranno seguire, tant'è che questa prima proposta ha tra i suoi meriti anche quello di aver gettato un seme importante, raccolto da diversi Comuni che stanno discutendo se proporre la fusione ed arrivare allo stesso risultato.
Si va verso una riforma generale dove le fusioni svolgeranno una parte importante di questa riforma degli enti locali.
Un iter che è iniziato con la proposta di legge portata dalla Giunta che è arrivata in Commissione, la Commissione l'ha approvata a suo tempo, se vi ricordate, prima il Presidente …

PRESIDENTE. Scusate, chiedo un po' di silenzio in Aula, se c'è la necessità di parlare ci si allontana un attimo.

Gino TRAVERSINI. Il Presidente ricordava il Consigliere Massi che oggi non c'è, egli era favorevole - se vi ricordate, l'espressione del Consigliere Massi fu chiara nell'atto di proposta di deliberazione con cui è stato indetto il referendum, perchè c'è stato già un passaggio in Aula con l'indizione del referendum - la sua espressione fu chiaramente favorevole, anzi fu entusiasta.
C'è stato, quindi, un ampio lavoro di concertazione all'interno della Commissione, il referendum si è tenuto il 19 ed il 20 maggio, ed hanno partecipato più di 3.000 elettori, su 6.153 abitanti aventi diritto al voto, tra cui anche gli iscritti all'Aire, quindi, anche i residenti all'estero, ecco perché il grande voto, hanno votato oltre 3.000 elettori raggiungendo un consenso di oltre il 90%, un risultato ottimo, direi, molto buono, che ha incoraggiato a portare avanti questa fusione.
Oggi si chiude questo iter con l'approvazione di questa proposta di legge di sei articoli.
All'articolo 1 si dice che questo nuovo Comune partirà, nella proposta iniziale era il 1 gennaio, modificata dalla Commissione, chiaramente d'accordo, il 20 febbraio, su questo ora c'è un emendamento del Consigliere Giancarli, perché c'è stato un altro accordo tra gli uffici e i Comuni, che riporta la data al 1 gennaio.
Sullo stesso articolo, oltre che la partenza del Comune, quindi, da quando decorre il nuovo Comune, c'è il nome, inizialmente riportava i nomi dei tre Comuni, vi è un accordo anche su questo, credo che sia significativo, nel senso che si cerca di partire con un nome nuovo, credo che anche questo sia molto importante, nella legge c'è la proposta dei tre nomi, in realtà c'è un emendamento, anche questo concordato tra i Comuni, che individua in “Tre Castelli” il nuovo nome del Comune. Questo per quanto riguarda l'articolo 1.
Al di là di questo, dei nomi e della partenza, l'atto dà, ho fatto prima i complimenti, i riconoscimenti a questi Comuni che hanno intrapreso questa nuova strada che apre le porte alla riforma nuova per quanto riguarda le autonomie locali nella regione Marche, vantaggi abbastanza chiari, riconoscimenti che la Regione ha voluto inserire nella legge, sono dei contributi per almeno 10 anni, le cifre sono individuate per i prossimi due anni, per i bilanci che questa Giunta può riconoscere, sono 280.000 euro all'anno, per i prossimi due anni, chiaramente vengono riconosciuti anche per i prossimi 10, ma le somme vanno viste con le prossime finanziarie, non si potevano mettere le cifre prima, quindi, saranno riconosciute delle cifre anche per gli altri otto anni, questo è quanto previsto nella legge.
Altre priorità molto importanti, riconosciute dalla legge, riguardano i contributi, nel momento in cui la Regione riconoscerà contributi agli enti locali, il nuovo Comune sarà prioritario rispetto agli altri.
Per quanto riguarda il patto di stabilità verticale, la Regione darà priorità alla fusione anche su questo, la fusione sarà equiparata alle Unioni dei Comuni, quindi, a tutti quei contributi che arriveranno per i servizi associati delle Unioni dei Comuni vi parteciperà il nuovo Comune, in quanto la fusione è riconosciuta come Unione dei Comuni.
Riconoscimenti specifici che sono un incoraggiamento forte a chi ha avuto il coraggio, dicevo, lo ripeto nuovamente, di intraprendere questa nuova strada di riforma. Al tempo stesso sono normati all'interno della legge i passaggi patrimoniali, il patrimonio dai tre Comuni passa al nuovo Comune che nasce, così come il personale.
Per quanto riguarda la questione urbanistica, altrettanto importante, rimangono in vigore i piani urbanistici fin quando non ci sarà il nuovo piano urbanistico del nuovo Comune, così per il regolamento dei servizi.
E' previsto dall'entrata in vigore del nuovo Comune, quindi, dal 1° gennaio, la presenza di un Commissario governativo che gestirà la fase amministrativa fino alle prossime elezioni, quindi, alcuni mesi, due o tre mesi, adesso non so esattamente quando ci saranno le elezioni il prossimo anno, però si prevedono nella primavera, quindi, alcuni mesi.
E' prevista la creazione di un Comitato dei Sindaci, costituito dai Sindaci, che sarà punto di riferimento per quanto riguarda la gestione amministrativa per il Commissario governativo, una gestione, un passaggio super garantista rispetto alle questioni amministrative ed alla gestione dei servizi dei Comuni, per i cittadini molto importante.
Questi sono gli aspetti più importanti di questa legge, dimenticavo, è altrettanto importante ed è prevista la possibilità di creare municipi, è prevista dalla fusione, all'interno di ogni ex Comune, chiamiamolo così, in ogni area, un municipio che manterrà, se vogliamo, quelle radici che legano il Comune di origine rispetto alla creazione del nuovo campanile.
Questa fusione di tre campanili, in un unico campanile, non è una cosa semplicissima, viene anche ammorbidita da questo passaggio che dà la possibilità di creare i municipi, sono strumenti di aiuto al Governo del nuovo Comune.
Questo è l'impianto della legge, dicevo e lo ripeto, una legge che porta alla nascita del primo Comune, che riunisce tre Comuni, la prima fusione importante per la regione Marche, che ispira altri territori in merito alla possibilità di creare fusioni.
Su questo permettetemi, io sono stato d'accordo, ho votato ed ho condiviso il fatto che questa fusione, che era la prima, avesse questi riconoscimenti e questi vantaggi, chiedo, comunque, alla Giunta, siccome entro l'anno avverranno nuove richieste di fusioni di alcuni territori della provincia, è chiaro che probabilmente il primo avrà di più, però, se vogliamo fare una politica di riforma rispetto alle autonomie locali non possiamo trascurare le prossime richieste che arriveranno, anzi io spero che ne arriveranno molte, so già di due o tre situazioni, soprattutto nella mia provincia, Comuni che stanno ragionando sulla fusione, è giusto premiare questa fusione, però è anche giusto riconoscere, anche se in maniera diversa, alle prossime fusioni.

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Grazie Presidente. Poche parole perché abbiamo già avuto modo di parlare di questo tema, in quest'Aula, il 26 marzo, siamo intervenuti quando c'è stata l'indizione del referendum, credo che però sia giusto riconoscere oggi, in un momento politico molto importante per gli enti locali nelle Marche, che con questo atto si apre una strada nuova, Mi è gradita questa occasione per congratularmi con gli amministratori che, come ha detto il relatore di maggioranza, con questa scelta, in una fase estremamente difficile per la finanza pubblica, hanno espresso un grande senso di lungimiranza e di responsabilità.
Credo che sia utile anche questa discussione, questo dibattito, per esprimere un giudizio politico, perché la Regione deve incentivare sempre di più tutte le pratiche virtuose come questa che consentono da un lato di rafforzare la coesione dei nostri territori, della comunità marchigiana, andando al di là dei campanilismi, e dall'altro, direi, consentono una rappresentanza sostanziale degli enti locali in questa fase.
Noi stiamo vivendo una fase davvero molto difficile della finanza pubblica e molto spesso i Comuni, soprattutto i Comuni più piccoli, rischiano, in alcuni casi, di vedere fortemente contratta la propria rappresentanza sostanziale. Quando i bilanci dei piccoli Comuni vengono tagliati in modo significativo è chiaro che il rischio è che rimanga solamente il campanile, la bandiera e pochi servizi per i cittadini, quindi tutte le pratiche amministrative, le scelte che consentono le riforme delle autonomie locali, che io auspico anche nei prossimi mesi, le riforme ordinamentali più vaste, che consentono di migliorare la gestione dei servizi garantendo delle economie di scala hanno il nostro plauso e, sono contento, quello di questa Assemblea.
Tra l'altro sono anche estremamente contento, e concludo, che non ci sia solamente l'assenso degli amministratori locali e dell'Assemblea regionale, ma evidentemente i cittadini hanno capito perfettamente, esprimendo un così ampio plauso con la scelta nel referendum, con una scelta democratica, evidentemente gli amministratori hanno capito ed hanno rappresentato una scelta che era quella dei cittadini che hanno capito che per avere maggiori e migliori servizi bisogna compiere delle scelte lungimiranti. Ecco, quindi, un indirizzo politico fortemente positivo, credo che oggi, veramente, si possa aprire una nuova strada.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Anch'io molto brevemente, una piccola nota storica, per ricordare che già nel 1970-1971, in sede di discussione dello Statuto regionale, si prevedeva che nelle Marche ci fossero molti meno Comuni di quelli che oggi abbiamo, purtroppo, quella previsione non è approdata nello Statuto regionale di allora, 1972, ma oggi matura una coscienza, una cultura diversa, un po' come diceva il collega Consigliere Busilacchi, forse spinta dalla necessità, di necessità virtù, ma certamente da assecondare.
Un plauso, quindi, a chi è arrivato a queste conclusioni, ma anche una brevissima considerazione di natura politica legata al fatto che se le Province saranno abolite o depotenziate è, ovvio, che l'articolazione sul territorio non potrà che essere quello che la Giunta ha già in parte tratteggiato con diverse proposte, anche se credo che dovremo andare ancora più avanti.
Va ripreso sicuramente un ragionamento, anche questo sotto traccia, che percorre le nostre discussioni, i nostri confronti in altre sedi, che non è riuscito ancora ad approdare in qualche cosa di definitivo. Credo che questo che sto per annunciare non possa che essere una proposta della Giunta, ma è evidente che nelle Marche, come purtroppo in tante altre Regioni d'Italia, abbiamo un'articolazione sul territorio per competenze molto frastagliata, ne ho individuate circa una decina, dalla caccia, alla sanità, all'industria, al sociale, abbiamo un'articolazione che spesso neanche coincide, facciamo fatica a farla coincidere, immaginate che in questa Regione abbiamo ambiti ottimali, non ottimizzati dal punto di vista dei loro confini, e questo crea oggettivamente delle grosse difficoltà.
Questo va ripreso con un coordinamento e, ripeto, con un'iniziativa che non può che essere della Giunta, perché riguarda proprio le competenze dell'amministrazione regionale e, quindi, la necessità per chi ha l'occhio, cioè l'occhio dell'amministrazione, l'esecutivo in primis, di provvedere in questo senso e, sicuramente, arrivare a quell'ipotesi di 20, 23 forse anche 15 ambiti ottimali, più o meno, uno ogni 100.000 abitanti e dentro questi una concentrazione dei Comuni che li porti almeno sopra i 5.000 abitanti, perché credo che oggettivamente anche per la Regione Marche, tutto il sistema di ridistribuzione dei fondi e della organizzazione dei servizi amministrativi sul territorio non possa essere fatto se non a partire dai 5.000 abitanti, nella zona collinare, forse, una quota anche più elevata di questa.
Questa sicuramente è la strada giusta anche perché è una strada spontanea, è una strada che si muove non con una imposizione, ma con una decisione che viene dal basso e, quindi, va assecondata con un'accelerazione dell'iter, questo è stato abbastanza rapido, ma si può sempre fare qualcosa di meglio, come ha già detto il relatore di maggioranza, il Consigliere Traversini, si può anche fare qualche cosa di più per quanto riguarda i fondi. Non possiamo non trovarli, ecco questo è la mia affermazione all'Assessore Canzian che segue direttamente il settore, non possiamo non trovarli per queste cose, anche perché non si tratta di cifre esagerate, con poco, con una piccola incentivazione, rispetto a tante altre cose sulle quali spendiamo, si possono ottenere dei risultati eccellenti e, credo che, in questo senso, uno spirito di emulazione si stia già muovendo, molti Comuni stanno prendendo coraggio e stanno vedendo che questa cosa, che una volta veniva segnata come la fine o la cancellazione dell'autonomia e della municipalità, oggi, sta diventando una strada virtuosa che non può non essere percorsa.
Per quel poco che ho potuto vedere in tre anni, credo che sia anche un grosso vantaggio per l'amministrazione regionale e per la Giunta avere questo tipo di dialogo invece che con 239 Comuni, con un numero significativamente più basso.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. Grazie Presidente, io non posso che condividere una proposta di legge regionale che parla, in riferimento ad alcuni articoli, di norme sul riordinamento territoriale dei Comuni e delle Province della regione Marche, allora invito nuovamente il Presidente della Commissione preposta, il Consigliere Perazzoli, a prendere in esame la proposta di legge, caro Consigliere Busilacchi che ha controfirmato anche lei insieme al Vicepresidente del Consiglio Bugaro, che parla di aggregazione attraverso un sistema della Macro Regione centrale, partendo dal riordino dei sistemi periferici, da quelle che sono le normative di legge, le anomalie che andremo a risolvere per quanto riguarda i progetti condivisi e cofinanziati.
In questo Consiglio regionale ogni tanto esce fuori un genio e tutti lo plaudono, io cerco di parlare con il mio Consigliere comunale, nonché Assessore Canzian che nel breve parlare dice sempre si, però con questi si, caro Assessore Canzian, si arriva ad un certo punto e poi ci si interrompe, ma te ne do gioco forza.
Prendo spunto dalla Giunta perchè arriva un simpatico invito, penso sia arrivato a tutti, del nostro pacioso Assessore Luchetti: "Il futuro si costruisce adesso", prima il Presidente chiede a tutti un'inversione di tendenza, "creiamo cose dove istituzionalmente ... perché diamo un segno, ....il cambiamento, ... la spending review, ... il sistema creditizio", smettiamola di prenderci in giro, c'è quella legge "Limes territori di confine", progetti condivisi e finanziati che vanno in Europa in fascia A, essendo regioni confinanti che scelgono quel progetto infrastrutturale di sistema, omni comprensivo, d'accordo? Con quel sistema la si chiama "normativa di ultima generazione" si va ad innescare sistemi finanziari complessi e completi, si puntualizzano e si finalizzano sulla stessa progettualità regioni, quindi, sempre nello Stato italiano, ed ecco che nasce la Macro regione centrale.
Consigliere Latini tiri fuori il documento e sistemiamo dal punto di vista della legittimità quel percorso istituzionale, così interrompiamo ogni contendere, in maniera chiara lo facciamo in diretta questa mattina, bene.
Detto questo, costruzione di un futuro comune che ci riguardi tutti, Assessore Luchetti, io so che lei è impegnato nell'internazionalizzazione e adesso sta parlando magari con ..., un momento di vera condivisione partiamo allora, lo strumento c'è è "Limes - territori di confine" sistema della Macro regione che prevede, opportunamente emendata con intelligenza anche l'istituzione di un nuovo Comune mediante l'associazione di Comuni, addirittura anche interregionali, la normativa è quella, poi caro Assessore Luchetti e caro Assessore al Piceno, nella zona cerniera tra Marche, Abruzzo, Lazio ed Umbria muoviamo queste cose, altrimenti i complimenti fuori dal corridoio non servono a niente, non ho più l'età per sentirmi gratificato perché l'Assessore mi dice: "Si, è una bella idea".
Un'idea può anche essere bella, però deve essere attuale ed attuabile, questo significa che adesso inizio a fare l'appello nominale, tutte le persone che pensano di deridere io le chiamo in Aula in modo che resti agli atti, tiro fuori quelle che sono le ipocrisie e l'inconsapevolezza istituzionale di quelle figure nuove che siamo noi, Consiglieri regionali che, con la spendig review, devono creare una normativa di ultima generazione che sia attivatrice di motori finanziari.
Ecco qual è il percorso, altrimenti sono piccole pezze di un sistema che non funziona più, perché oggi si parla dalla micro economia alla macro economia dei massimi sistemi, il circuito del sistema creditizio, checché ne dica l'Assessore Luchetti che non può parlare della più grande banca italiana, del gruppo bancario, poi mi viene a dire "Sai io non posso fare l'interrogazione a una delle cinque banche più ...".
Io dico questo: l'elenco di chi è beneficiario di quei fondi che hanno messo in crisi il sistema, che poi è anche il sistema sanitario 8, 16, 24, quindi, questa legge tende a dare una risposta ai tanti lacunosi momenti istituzionali dei lavori del Consiglio dove si parla tanto per non rispondere mai.
Caro Assessore Luchetti, il futuro si costruisce adesso, quindi, se lo voleva sapere, io parteciperò, ma non perché mi manda "nei prossimi giorni riceverà un documento di orientamento", io non sono orientabile, Assessore Luchetti, io ho le idee chiare perché ho la conoscenza di quello che studio, ritorno, quindi, alla Macro Regione Ionico e Adriatica e tra un po' chiederò al Commissario europeo un intervento ispettivo, perché su quel processo che riguardava il marchio unico marchigiano, già in Aula ho detto, Consigliere Latini non parta per conto suo, marchio unico marchigiano non faccia copia incolla, quindi, vengo a dire, caro Assessore Luchetti, su queste cose qui, per quanto si possa ascoltare l'ironia di un intervento che la sa lunga su certe cose, perché quello è percettibile, io le sto parlando, invece, di ordinamento giuridico di ultima generazione, è su questo che ci misuriamo, è su questo che io chiederò la sua condivisione, in quanto mi sento, come si dice, coinvolto e partecipe alla costruzione di un futuro.
Un'annotazione, quando parliamo di educare dobbiamo istruire e formare le nuove e le vecchie generazioni, se lei gentilmente mi spiega a quale generazione appartengo io le sarei grato, però le posso dire una cosa, se l'educazione delle nuove generazioni nasce da questi presupposti, caro Assessore Luchetti, per il bene che io le posso volere, dico che è ora che noi, prima di insegnare, apprendiamo bene la lezione, perché si educa non con le parole ma con gli esempi e con una costruzione giuridica di ultima generazione volta a promuovere il lavoro, il credito, l'internazionalizzazione, altrimenti lo spettacolo è quello al quale ormai siamo abituati: l'imbarbarimento. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Presidente la ringrazio. Cari colleghi credo di poter dire che questo atto è un atto significativo che tocca profondamente la vita dei Comuni marchigiani, dal mio punto di vista due sono stati gli atti che hanno toccato in profondità la vita e l'organizzazione amministrativa delle Marche.
Un fatto, a mio avviso, non positivo per la nostra regione si è verificato quando alcuni anni fa, sette Comuni decisero di passare dalle Marche all'Emilia Romagna.
Credo che quella battaglia per ricostituire l'unità storica delle Marche vada fatta, questo è un obiettivo politico, culturale che quest'Assemblea legislativa, a mio avviso, dovrebbe portare avanti, perché credo che anche quelle popolazioni siano, in qualche modo, pronte a discutere con il resto delle Marche di un'eventuale riunificazione.
Quello è un atto dicevo, non positivo per la nostra regione, questo invece è il primo atto positivo, anche questo tocca in profondità la riorganizzazione della nostra regione. Credo che, in qualche modo, apra la strada anche ad altri Comuni, il Consigliere Traversini, proprio ora, mi faceva vedere una mozione che tocca alcuni Comuni del pesarese, ma per la verità non ci sono soltanto Piandimeleto, Belforte e Lunano, quando siamo stati con il Vicepresidente Canzian a Tavullia abbiamo visto che c'erano altri Comuni, come Tavoleto, Auditore e Montecalvo in Foglia, lì abbiamo visto pure che questi Comuni non confinano tra loro, almeno uno dei tre non confina con gli altri, e c'è anche un ragionamento aperto su Sant'Angelo in Lizzola, Colbordolo, Tavullia, Montelabbate, Monteciccardo, poi, c'è questo nostro atto. Questo atto portato avanti dai Comuni della provincia di Ancona, positivo, di riorganizzazione amministrativa, costituisce, in qualche modo, un esempio. Lo sanno bene i Sindaci che sono qui in Aula e che saluto, Fausto Conigli, Gianni Diamantini, Massimo Lorenzetti, saluto insieme ai Sindaci anche le persone che rappresentano le comunità di Ripe, ancora Ripe fino a quando non voteremo, di Castelcolonna e di Monterado, persone che sono impegnate nelle istituzioni, Assessori, il Vice Sindaco di Monterado, Mazzoni, ma anche altre persone che hanno lavorato e che hanno reso possibile lo svolgimento del referendum e la traduzione concreta della volontà presente in quelle comunità.
Questo è un atto lungimirante, coraggioso, che costituisce un esempio, proprio perché questi Sindaci sono chiamati a relazionare in altre località della nostra regione, è vero che è un atto coraggioso, lungimirante, innovativo, è il primo che si realizza nella regione Marche, è il primo che tocca da vicino il mondo delle autonomie.
La Regione credo che abbia incoraggiato questo atto che ha a che fare, l'abbiamo toccato con mano ..., vedete io voglio ringraziare i Sindaci anche per questa ragione, perché sono stato, per i Sindaci, le giunte, i consigli comunali, le maggioranze, le minoranze, perché c'era questa forte unità d'intenti, da un lato il loro braccio legislativo, non soltanto perché abbiamo approvato qui queste leggi, come alcune altre proposte, quella del posticipo dell'indizione del referendum, quella del superamento del quorum, anche se c'è da dire che ha votato il 60% dei residenti, perché il fatto dell'Aire, in qualche modo, ha drogato la presenza e il numero degli aventi diritto, abbiamo fatto quell'atto, come pure altri atti significativi, penso all'emendamento che è stato approvato prima in II Commissione, poi recepito dalla I, e voglio ringraziare i colleghi della I Commissione, la Presidente Ortenzi, l'attuale Presidente Perazzoli, i colleghi Traversini e Massi, ed i componenti tutti, dicevo, dell'emendamento in cui si sostiene, in via prioritaria, il nuovo Comune qualora la Regione dia attuazione alla verticalizzazione del patto di stabilità regionale, mediante cessioni di quote del medesimo patto di stabilità.
Ho avuto questa funzione, da un lato essere il braccio legislativo e dall'altro ho vissuto nel territorio, una decina di assemblee, un confronto vero con le persone, con gli imprenditori, con le famiglie, con i cittadini, con le categorie sociali più diverse che sono presenti in una comunità, da lì ci sono stati poi i referendum, lo ricordava il Consigliere Traversini, oltre il 90% di quelli che si sono pronunciati hanno detto si alla fusione, è stato un grande momento di democrazia ed è un momento che ha a che fare con il funzionamento dello Stato, della Regione, dei Comuni, della pubblica amministrazione. Ha a che fare con la competitività del Paese, con la crescita, con la sua economia, con le politiche di gestione del territorio o dei servizi.
Dobbiamo prendere atto, a mio avviso, e salutare positivamente la sensibilità di queste istituzioni che hanno la forza di modernizzarsi e sono governi di prossimità che si rafforzano nella capacità di fornire beni pubblici necessari alle persone che vivono in questi territori. Efficienza, efficacia, quindi, nell'uso delle risorse pubbliche.
Ci tengo anche a dire che questa fusione non indebolisce il ruolo delle istituzioni locali, dobbiamo esserne profondamente consapevoli, ma rafforza il ruolo delle istituzioni locali, perché questa unità dà maggiore forza, maggiore autonomia, crea le condizioni ottimali per svolgere un ruolo importante nel territorio, per assicurare, se vogliamo, anche condizioni di uguaglianza a quei cittadini che vivono in quelle comunità e, quindi, reggere meglio la sfida stessa della competizione.
E' ovvio che in Italia, l'abbiamo denunciato più volte, c'è un'arretratezza nella pubblica amministrazione, nell'articolazione istituzionale della Repubblica, quante volte abbiamo detto che c'è la necessità di ridurre il numero dei Parlamentari, guardate non pongo un problema di costi, pongo un problema di capacità di decisione, pongo un problema di democrazia, purtroppo, non vedo segnali forti in questa direzione, né alla riduzione del numero dei Parlamentari, né alla riforma della legge elettorale, una legge che dia la possibilità ai cittadini di scegliere i Parlamentari non soltanto i Consiglieri comunali. Noi in questa Assemblea legislativa delle Marche, possiamo gridarlo forte, siamo passati da 42 a 30 Consiglieri, la legge l'abbiamo fatta, quindi, abbiamo l'autorevolezza per dire ad altri che facciano quello che qui in questa Assemblea è stato fatto, ma oltre a questo aspetto, c'è il fatto del bicameralismo che, purtroppo, causa ritardi nelle decisioni, non crea quell'efficienza, quel dinamismo, quella capacità di decidere in modo snello e deciso, quindi, una sovrapposizione del Parlamento, ma anche nell'articolazione della Repubblica, dello Stato, una sovrapposizione tra i diversi livelli che aumenta inutilmente le spese, produce confusione per le famiglie, per i cittadini, per i territori, per le imprese.
Questo che l'Assemblea legislativa sta compiendo è un atto che aveva già preparato e discusso alcuni mesi fa, ma proprio per privilegiare la democrazia l'atto è stato preparato, è stato discusso, c'era stata una relazione di maggioranza del Consigliere Traversini, una di minoranza del Consigliere Massi, si era pronunciata la II Commissione, la I, si erano pronunciati i colleghi Consiglieri, ma si è fermato lì perché si è data la possibilità, come è previsto tra l'altro dalle norme regolamentari e statutarie, ai cittadini di quelle comunità di pronunciarsi. I cittadini di quelle comunità si sono pronunciati, l'Assemblea legislativa nel pieno della sua autonomia, ma nel rispetto della volontà di quelle popolazioni, oggi compie un atto importante che, ripeto, a mio avviso, è il secondo atto dopo quello della fuga di alcuni Comuni dalle Marche, è il secondo atto che tocca in profondità la vita dei Comuni marchigiani.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Grazie Presidente, solo poche battute, le cose sono già state dette, anche bene, da chi mi ha preceduto, dal relatore Consigliere Traversini, e pensavo, dopo l'intervento del Presidente Giancarli di non intervenire perché alcune cose le ha dette lui, ma io le vorrei riprendere perché questa iniziativa della fusione dei Comuni sta piano piano, lentamente, prendendo piede nel Paese, anche se gli esempi sono pochi, questo nelle Marche, al nord, mi pare, ci sono sei o sette fusioni in corso a livello nazionale, non sono poi così tante.
Mi sono convinto di sostenere queste iniziative dei piccoli Comuni, soprattutto dopo l'ultimo voto amministrativo, non è solo un fatto di necessità, di minori risorse, di minori entrate per i Comuni, lì si è determinato un fatto democratico, nel senso che la perdita di peso politico, gli elettori sono calati tantissimo anche nel voto delle amministrative, ha segnalato un fatto democratico, un indebolimento della democrazia del primo livello istituzionale, quello dei Comuni, e se non si rafforza come ricordava anche il Consigliere Giancarli, in qualche modo, come dire, il primo livello di contatto con i cittadini, il rischio è grande per la democrazia. Lo si rafforza solo se si è in grado di dare più risposte, più servizi ai cittadini, a chi produce, a chi ha necessità di vivere quella realtà. Questo è il tema che mi ha convinto e, al di là, dell'Unione dei Comuni, che si consociano per fornire diversi servizi, forse il livello della fusione, l'accorpamento di Comuni che rafforzano il loro stato, anche istituzionale, è una risposta maggiore rispetto al tema della rappresentanza, altrimenti io cittadino del Comune X voto per quella amministrazione e so che non potrò ottenere niente, perché il livello è diminuito, le capacità di fornire servizi si è ridotta; è necessario porre questa riflessione.
Ecco perché credo che vadano sostenute le fusioni dei Comuni, mi rendo conto che sarà un'iniziativa per moto proprio da parte di molti, ma credo che si raggiungerà poi una soglia che si saturerà, non credo che sarà così semplice, come il percorso fatto anche dai Comuni di cui stiamo votando questa mattina la legge di fusione, hanno avuto un percorso semplice: referendum e convincimento dei cittadini della bontà dell'operazione, per cui non credo che ne scatteranno tante in Italia, però è bene sostenere quelle che sono partite e sostenere anche quelle che sono nel percorso verso la fusione.
Il tema, poi chiudo perché non la voglio fare lunga, è semplice, vanno sostenute le fusioni, allora sono obbligato a chiedere alla Giunta che le risorse nel bilancio siano previste, non risorse eccessive, ma nemmeno simboliche. Come abbiamo sostenuto la fusione dei tre Comuni, di cui alla presente legge di oggi, credo che altre possibili fusioni, ripeto, ce ne sono alcune in corso in questa regione, debbano avere lo stesso trattamento per produrre l'effetto di passare da più Comuni ad uno solo. Questo a dei costi, per cui credo che la previsione per una risorsa consistente e congrua, che renda possibile almeno un'altra o altre due fusioni in questa regione, sia possibile anche per il sostegno che il prossimo bilancio potrà dare a queste iniziative, altrimenti non saremo in grado davvero di garantire granché.
Sono esperienze iniziali - non so quante se ne produrranno nel Paese, intanto non siamo, credo, ad una decina, ma ci avviciniamo - che possono portare al tema che ricordava anche il Consigliere Marconi, già da tempo abbiamo segnalato che 8.650 Comuni d'Italia sono un numero eccessivo, al di là della rappresentanza democratica del primo livello, in molti casi risulta un'articolazione eccessiva per cui si potrebbe andare ad una riduzione attraverso la forma democratica della scelta dal basso, referendum e poi fusione dei Comuni.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Latini.

Dino LATINI. Grazie Presidente, sarò molto breve, vorrei aggiungere qualcosa al dibattito che si è sviluppato su un provvedimento che, di fatto, ha una corsia davanti, nel senso che, su questo punto, c'è l'accordo di tutta l'Assemblea legislativa o comunque la volontà affinché questa esperienza possa iniziare dal punto di vista ufficiale e dal punto di vista degli atti amministrativi.
Vorrei sottolineare, però, un elemento che forse è stato messo poco in risalto che è quello della predisposizione dei Sindaci, dell'amministrazione comunale e dei cittadini dei tre Comuni a fare un passo anzitempo, rispetto a quello che è generalmente la capacità da parte degli organi amministrativi e politici istituzionali di raccogliere non soltanto le norme che sono emanate, ma anche l'andamento dei tempi e, soprattutto la previsione del futuro amministrativo degli enti locali, in particolar modo di quelli medio piccoli.
Quello che noi oggi approviamo sono, sostanzialmente, le istanze che non nascono da questa Assemblea legislativa, se non nell'emanazione o nella predisposizione generale di alcune norme che potevano essere applicate, ma dalla volontà del popolo che ci ha proceduto per quanto riguarda le modalità future di organizzare un ente di medie dimensioni, in grado, sostanzialmente, come comunità, di dare delle risposte, come diceva il capogruppo del PD, Consigliere Ricci, essendo il front office delle istanze più immediate che scendono dallo Stato e passano attraverso gli enti intermedi, per giungere alla risposta del porta a porta data dal Comune ai cittadini che non hanno altra realtà effettiva a portata di mano se non il Sindaco e gli amministratori territoriali.
E' una lungimiranza che dobbiamo sottolineare, è un esempio fulgido davvero, per come si deve a volte, e sempre di più, cogliere l'occasione per l'applicazione delle norme generali che sono state emanate in questo convulso periodo finale, dal 2010 in poi, soprattutto, dal decreto Tremonti del maggio 2010, di cui abbiamo visto solo i fortissimi tagli che hanno colpito gli enti locali, Comuni, Province, Regioni, e non abbiamo saputo cogliere quelle poche occasioni, quelle poche azioni che singole norme o commi di norme potevano consentire agli enti locali, agli enti intermedi o alle Regioni per sviluppare un nuovo circolo virtuoso, pur avendo spazio limitato in termini di manovra ed in termini di capacità economica, quindi, davvero un plauso ai tre Comuni, al di là, poi, della procedura referendaria che ha confermato la volontà che avevano intuito essere del loro popolo.
Il secondo aspetto che vorrei sottolineare è la necessità di evitare la discrasia o la disparità di trattamento per il futuro. Ci sono, come diceva il Consigliere Ricci, già in essere altri piccoli Comuni, la prima esperienza che ricordo è quella del pesarese, Belforte all'Isauro, Isola del Piano e altri, che vogliono consociarsi e diventare un unico Comune. Non si tratta di una confluenza di servizi di diversi enti locali, sia pur piccoli, ma si tratta di costituire un nuovo ente locale capace di dare, come quello dei Tre Castelli, risposte ai cittadini.
Noi non possiamo non tener conto che abbiamo un bilancio rigidamente bloccato per il rispetto del patto di stabilità e per il rispetto dei parametri che ci siamo dati sia a livello regionale che in rapporto al Governo centrale, indicazioni normative finanziarie, documenti economici finanziari che il Governo ha varato nel corso degli ultimi anni. Questa necessità non diventerà certamente di grandi dimensioni, grandi quantità di enti locali che chiederanno di confluire in un unico Comune, ma certamente ci saranno delle richieste ulteriori, oltre quelle che noi stiamo vivendo, le cui risposte dovranno essere di pari grado, non dico pari quantità, ma pari valutazione dell'impegno finanziario che dovrà essere previsto dalla Regione, non tanto come un'elargizione, ma come aiuto per far divenire, soprattutto, per quella che è la complessità dell'organizzazione amministrativa, un Comune, inteso dalla sua popolazione, non come una segmentazione raffazzonata o rafforzata che viene formalmente messa insieme, ma come un'unità indistinta, capace di avere sullo stesso territorio risposte uguali, attraverso un'organizzazione amministrativa e una capacità di contribuzione adeguata alla trasformazione.
L'esempio in grande stile di tutti i passaggi, da un sistema di più entità ad un sistema unitario, conforta della necessità di un aiuto al di sopra delle capacità dei soggetti interessati. Noi dobbiamo fare questo sforzo che non è certamente facile, perché oggi le casse della Regione sono vuote, in questo senso, e non perché si vuole tenere conto di altre realtà, ci sono, ripeto, queste scelte che sono state operate e davvero poca sostanza per poter avviare un percorso che consenta a tutti di avere soddisfazione economica, ma dobbiamo riequilibrare un po' l'asse del prossimo bilancio e consentire a queste realtà che stanno diventando e diverranno sempre più importanti nella nostra regione, un fattore positivo, e, quindi, vedere la contribuzione come un investimento in termini di risparmio, piuttosto che un contributo a piè di lista che aggrava ancora di più il bilancio regionale.
Questo aspetto va valutato ed è il secondo profilo che volevo segnalare a cui ne aggiungo un terzo, la capacità di rendere pubblica questa operazione al di là del territorio interessato perché rappresenta, a mio avviso, non solo la soluzione dei problemi dei piccoli Comuni, ma anche di quelli medi, magari in forma non certamente di identità territoriale unica, ma di associazione dei servizi, tenendo conto che sempre di più, da qui a cinque anni, il personale degli enti locali diminuirà in modo consistente e sarà davvero impensabile che ogni Comune possa avere la sua polizia municipale, il suo capo dell'ufficio urbanistica, il suo servizio sociale in grado di rispondere adeguatamente alle istanze. La capacità di prevedere fin d'ora forme associative su questi grandi servizi, che sono quelli più importanti, sarà un passo in avanti per affrontare la crisi della trasformazione della pubblica amministrazione, da un apparato elefantiaco in qualcosa che sarà davvero snello e capace di dare ancora molte risposte.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffini.

Roberto ZAFFINI. Grazie Presidente, non sarei intervenuto se non avessi sentito, dal mio collega Consigliere Giancarli, il riferimento alla possibile unità storica delle Marche, con la riannessione dei Comuni della Val Marecchia nella regione Marche.
Io mi sento di difendere il referendum di questi Comuni che è stato definito un atto di alta democrazia, altrettanto alta democrazia è l'atto con cui hanno deciso i sette Comuni della Val Marecchia, con l'85% di favorevoli, l'annessione alla Romagna.
Ricordo anche che ci sono altri due Comuni, Sassofeltrio e Montecopiolo, con un successo ancora più eclatante nel referendum, quindi per parità, c'è stato un referendum che qui è stato considerato di alta levatura democratica, vorrei che si ricordasse che pochi anni fa, ci sono stati questi referendum dove i cittadini hanno partecipato in maniera massiccia con una decisione ben chiara.
Condivido tutto quello che è stato detto che le comunità locali, gli enti locali che si sono tagliati hanno dimostrato responsabilità, hanno dimostrato anche una capacità di sorpassare i campanilismi, perché spesso l'esasperazione del campanilismo è un ostacolo all'unione ed alla fusione dei Comuni, quindi questo è un atto sicuramente meritorio, noi siamo assolutamente a favore di questa tendenza che porterà dei risparmi anche dal punto di vista organizzativo e burocratico, però mi sia concesso di dire che ci sono dei Comuni che vogliono andare in altre regioni perché si sentono liberi nella loro espressione di definirsi diversi dalle Marche. E' una cosa che è stata possibile perché la Costituzione lo permette, quindi, non vedo perché uno debba dire cose di questo tipo, anche perché, e qui chiudo, i due motivi, oltre l'identità storica, ci sono i Malatesta e i Montefeltro, quindi, esiste una identità storica che non possiamo negare e che non c'è rispetto ad altre parti delle Marche con cui forse si condivide di meno, sono due fattori fondamentali, la sanità e i trasporti che hanno inciso in questa annessione alla Romagna dove la nostra regione è stata assolutamente carente e distante da questi territori.
Sanità e trasporti sono le due voci di spesa maggiori delle Regioni, quindi, la mancanza della Regione Marche su queste cose è stata fondamentale nel trapasso di questi Comuni della Val Marecchia alla Romagna.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Una riflessione molto telegrafica al Consiglio per dire che la portata positiva di questa legge rappresentata dalla logica in filiera, dallo Stato, alle Regioni, alle Province, ai Comuni, dalla logica della spending review, del risparmio dei costi, dell'ottimizzazione dei servizi, senza dubbio, una fusione dei Comuni non può che essere utile, da questo punto di vista, in quanto è la sublimazione di una unione dei Comuni suggellata da un unico Statuto.
La nota negativa che lascio a riflessione di questo Consiglio è che in realtà si è costretti a questo tipo di operazione, che cancella Comuni a volte millenari, di millenaria vita, perché purtroppo le politiche centrali, ma anche le politiche della Regione, le politiche locali, spesso hanno portato ad assolvere ad una funzione di intervento dove c'è più densità di popolazione che dove non c'è.
Giocoforza, man mano che si va nell'entroterra assistiamo a un calo di popolazione avvenuto nel corso degli anni e ad una perdita costante di servizi, in definitiva non potremo che assistere in futuro a operazioni di questo tipo, che saranno figlie non dell'intelligenza politica, ma dell'impoverimento dell'insediamento antropico, economico, sociale, territoriale del nostro entroterra.
Io spero che non ce ne siano altre perché vorrebbe dire che il Governo centrale riesce a trovare un modo di fare spending review che non va a colpire l'impoverimento, vorrei ricordare a tutti che in Italia ci sono città talmente abitate in cui si vive male e, forse, il recupero dell'entroterra potrebbe portare anche allo sviluppo di nuove attività economiche e ad un recupero intelligente dell'insediamento antropico.
In definitiva voterò a favore perché questo contesto suggellato anche da un referendum non molto partecipato, a dire il vero, su questo argomento, mi sento di dire che se la fotografia è quella di intervenire per cercare di aiutare le istituzioni, considerata anche la volontà popolare, non posso che votare a favore e prendere atto di questo indirizzo, però complessivamente non illudiamoci che questi provvedimenti siano figli di alta scienza politica, ma sono figli dell'impoverimento costante dell'Italia e dei suoi territori.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente, credo che oggi approviamo una legge che, sostanzialmente, è una svolta importantissima per la Regione Marche che ha seguito l'input che nasceva, senza fare forzature.
Questa è la cosa bella e giusta che questo Consiglio e la Commissione hanno fatto, nel senso che non è stata un'imposizione, ma un percorso, un progetto politico e istituzionale che oggi definiamo.
Questa è una strada nuova, una strada che noi dobbiamo far percorrere ad altre amministrazioni che ritengono questo momento così importante, così forte da tutti i punti di vista, in quanto accorpare servizi, accorpare iniziative a tutti i livelli significa dare, forse, maggiore qualità all'interno dei propri territori, sono convinto e per quello che mi riguarda voterò, con grande chiarezza, questa legge, perché noi daremo una risposta e auspicabilmente cercheremo di farla percepire, in maniera forte, anche agli altri territori della nostra regione Marche.
E' chiaro che il tutto avviene in un momento di grave difficoltà per l'Italia, per la nostra regione, per i nostri territori, avviene in un momento in cui tantissime amministrazioni comunali della regione Marche, da qui al prossimo anno, andranno al voto e, in particolar modo, le amministrazioni con un territorio e con una densità abitativa molto bassa troveranno assetti istituzionali totalmente rivisitati, si passerà da un numero elevato ad un numero molto ristretto di Consiglieri comunali e, quindi, di rappresentanti all'interno della Giunta comunale.
Credo che anche questi saranno i segnali che gli enti dovranno percepire, dovranno intercettare, per far si che in un progetto complessivo si possano trovare quei giusti equilibri, non forzati, non imposti, ma che partono, come sono partiti in alcuni territori, alcune entità territoriali, nella provincia di Ancona, dalla base, dai cittadini con un percorso condiviso. Per questo i socialisti voteranno favorevolmente questa proposta di legge.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCUARELLI. Grazie Presidente, molto velocemente per flash.
Non credo che la fusione dei Comuni sia la medicina per risolvere i problemi che si trovano oggi ad affrontare i Comuni e, soprattutto i Sindaci, è una semplificazione, una scorciatoia che, tra l'altro, considero pericolosa.
E' figlia dei tempi in cui tutto viene mercificato, anche i servizi, non dimentichiamo che l'Italia è l'unico Paese in Europa che vede i Comuni svolgere questo determinato ruolo, tutti i cittadini si rivolgono ai Comuni, per l'acqua, per il gas, per i marciapiedi, per la scuola. Unico Stato in Europa. Dove hanno semplificato, faccio un esempio, il Baden-Wurttemberg, un Comune di 20.000 abitanti, tre dipendenti, il Sindaco 9.000 euro al mese, dopo 10 anni 8.000 euro al mese di pensione, ma ci sono tre dipendenti, i Consiglieri non contano quasi niente, la democrazia è stata ridotta e tutto è stato privatizzato.
Noi dobbiamo dire, senza infingimenti, ma molto sinceramente, che queste fusioni sono figlie della politica scellerata del Governo centrale che sta strangolando i Comuni, i Sindaci sono obbligati e le scelte che vengono fatte, non vengono fatte per avere più servizi, ma perché i Comuni così non riescono più a vivere, questa è la realtà.
Prendo atto, ovviamente, che c'è stato un referendum, è vero non c'è stata tantissima partecipazione, ma c'è stata una volontà popolare, ma non è detto che il popolo abbia sempre ragione, non è detto.
Il popolo va orientato, è questo il ruolo della politica, il popolo va erudito, bisogna spiegargli bene le cose come stanno, quindi, sono convinto che nelle Marche, probabilmente, altri Comuni faranno richiesta, ma sono convinto, ripeto, che se la faranno, la faranno solo per motivi economici, allora dico che sarebbe bene che il Consiglio regionale, più che chiedere alla Giunta, nel prossimo bilancio preveda lo stanziamento dei fondi per dare opportunità a tutti, altrimenti si rischia che chi arriva prima prende e chi arriva dopo non prende un centesimo.
Nel prendere atto di una riduzione della democrazia, di un depauperamento sociale e antropologico del nostro Stato, io mi asterrò su questa legge, non voglio far parte del coro che, sulla base di un supposto modernismo, finge di non accorgersi che questo è un Paese che va alla deriva e in piena decadenza, è come un albero, se gli tagliate un ramo, o se di tre rami ne fate uno, quell'albero non si arricchirà mai e non darà più frutti belli, anzi sarà più povero e meno bello.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Luchetti.

Marco LUCHETTI. Non solo per una testimonianza nei confronti dei Sindaci e dell'amministrazione dei tre Comuni che oggi si fondono, ma per sottolineare il coraggio di questi amministratori di mettersi in discussione per esigenze ed interesse della comunità, è sotto gli occhi di tutti e va sottolineato.
Prendo la parola solamente per aggiungere una valutazione e una constatazione, prima che l'Assessore Canzian, che è il responsabile di questa materia, concluda il dibattito, credo che, al di là delle legittime aspirazioni da parte di questi Comuni che si fondono per cercare una nuova dimensione di convivenza in una comunità diversa, più larga, dobbiamo renderci conto, tutti quanti, che non solo questo discorso della fusione dei Comuni è un fatto rilevante di per sè, da un punto di vista istituzionale, qualcuno lo ha sottolineato, siamo in una fase in cui le autonomie locali e, soprattutto, i piccoli Comuni rischiano di non essere bastevoli a se stessi. Siamo in una fase, come dire, cruciale di una storia che va affrontata in termini istituzionali in maniera diversa, qui, forse, non basta più partire dal basso, qui occorre una programmazione istituzionale che ridia fiato ai territori, perché le nostre comunità possano vivere in una dimensione accettabile, e i tre Comuni, che noi plaudiamo per quello che hanno fatto, devono essere un riferimento.
Credo che occorra sempre di più avere una strategia complessiva, dove si possa, anche come istituzione regionale, a questo punto, non è un ragionamento secondo me, astratto, ragionare su delle comunità diverse da quelle che abbiamo avuto sino ad oggi, perché è una convenienza delle stesse comunità.
La premialità è stata data a questi tre Comuni, se volete anche giusta per il coraggio che si è avuto, ma oggi la fusione non può più correre dietro alla premialità perché è un'esigenza dei Comuni quella di razionalizzare se stessi, in modo di far fronte alle esigenze della gente e dei propri cittadini. Siamo quasi all'asfissia, sotto certi aspetti, delle comunità locali, e credo che a livello nazionale sarà difficile, nel giro di breve tempo, trovare una dimensione istituzionale diversa che preveda una razionalizzazione a partire dalle stesse Regioni, io sostengo che occorra, come si è verificato il fatto che tutti si sono trovati d'accordo sull'eliminazione delle Province, per cui il Governo ha subito fatto un provvedimento di eliminazione, un ridisegno istituzionale che parta non solo dalle Province, ma dagli 8.300 Comuni per finire alle 21 Regioni. E' necessario rivedere il tutto, e questo non solamente per la presa d'atto del calo delle risorse pubbliche che la crisi sta mettendo in evidenza, ma per un problema di razionalizzazione del buon Governo che parta dal territorio, ma che, soprattutto, abbia a cuore la tutela dei livelli dei servizi per la nostra gente.
Se non percorreremo questa strada, al di là di questi esempi di buona volontà, probabilmente, non riusciremo più a dare una risposta concreta ai nostri cittadini perché la frammentazione oggi è diventata un guaio non sottovalutabile, anche da un punto di vista istituzionale.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Marcolini.

Pietro MARCOLINI. Solo per una precisazione perché l'intervento dell'Assessore Luchetti mi risparmia molte considerazioni.
Voglio annunciare al Consiglio che ieri la Giunta ha approvato una proposta di legge che cerca di legare una duplice esigenza, da un lato favorisce i processi di aggregazione, organizzando un'idonea dimensione di scala per la fornitura di servizi ai cittadini, dall'altra tiene conto del rigore, del vincolo di bilancio che non consente di moltiplicare per enne le straordinarie opportunità concesse ai primi tre Comuni che ricevono 330.000 euro dallo Stato e 280.000 euro dalla Regione per dieci anni, per un totale di circa 6 milioni.
Voi capite che non è soltanto insostenibile, è anche ingiustificabile, perché le economie di scala e l'organizzazione dei servizi congiunti sono un bene in sé, questo va promosso, va incentivato, ma non sostenuto creando spesa pubblica aggiuntiva.
Va sostenuto dando privilegio alle forme di accesso ai finanziamenti ed alle risorse esistenti, non aggiuntive, che non esistono, a quelle esistenti, dando una priorità ai Comuni fusi, a quelli associati temporaneamente, e poi a quelli che si presentano isolati all'appello.
Questa è l'unica graduazione che noi riusciamo a sostenere realisticamente, conseguendo il duplice risultato di favorire le unioni, le unificazioni, le fusioni, ma non promettendo l'impromettibile, segnalo che il finanziamento di parte regionale di 280.000 euro è limitato ad 1 anno e non a 10 anni.
Lo segnalo non per spargere un po' di preoccupazione, non ne abbiamo bisogno, nessuno di noi ne ha bisogno, ma per cercare di qualificare il processo di unificazione sul versante dell'individuazione degli ambiti ottimali di gestione dei servizi, della gestione ottimale delle risorse, anziché procedere con il servizio a scavalco tra due, tre, quattro Comuni e qualità del servizio assolutamente insufficiente, questo può essere incentivato e promosso, ma non con risorse sistematicamente aggiunte, ma con un privilegio di accesso a queste risorse (...) prego? (...) No, io ho finito, volevo dire semplicemente, e mi pare che la firma sia dell'Assessore Canzian, della proposta di legge di ieri. (...) Del Presidente Spacca? Direttamente del Presidente. Abbiamo presentato una proposta di legge che, in questo senso, riconosce il privilegio nell'accesso di tutte le risorse per i servizi gestiti dai Comuni, ai Comuni fusi, unificati, uniti, articolati e poi singoli. Questo significa in termini di risorse, un indirizzo molto più consistente di quello ipotizzato, ma non indifferente ai vincoli di bilancio, non esistono capitoli aggiuntivi per le unioni, per essere espliciti, si possono stabilire canali privilegiati di accesso, cosa che abbiamo garbatamente fatto notare durante la discussione sull'unione dei primi tre Comuni che sono partiti, che ovviamente è un segnale di prudenza e saggezza, che mette in evidenza i risultati migliori, in termini effettivi, rispetto a quelli di uno stanziamento impossibile da sottrarre ad altri capitoli delle politiche attive che, al momento attuale, non è consentito.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Canzian, competente alle politiche degli enti locali.

Antonio CANZIAN. Credo anzitutto che una premessa vada fatta, e cioè che questo Paese ha una straordinaria necessità di una semplificazione dell'architettura istituzionale, al di là di considerazioni che ho ascoltato con molta attenzione, mi riferisco anche a quelle espresse dal Consigliere Bucciarelli.
Sono profondamente convinto che occorra in ogni modo preservare, come dire, le tradizioni, il vissuto di una comunità, ma è innegabile che nel contesto attuale se non si procede, anche in maniera rapida, ad una ridefinizione e ad una semplificazione dell'architettura istituzionale del nostro Paese, credo che i temi, i problemi, le criticità saranno sempre più accentuati e rischieranno di esplodere.
Non è un caso se dal 2010 la Carta delle autonomie locali giace in Parlamento e non fa un centimetro in avanti, mentre straordinariamente nella nostra realtà tre piccoli Comuni hanno ritenuto di sopravanzare il livello di confronto che attualmente c'è nel nostro Paese e hanno promosso, non senza rischi, ricordo i confronti che abbiamo fatto, li ricordava anche il Consigliere Giancarli, in quella comunità, anche con una certa preoccupazione da parte dei Sindaci nel non essere in grado di far comprendere fino in fondo la ratio che sottintendeva questa scelta. In realtà nulla da dire alla luce del risultato del referendum che si è svolto nei tre Comuni, probabilmente, ma questo rischia di essere un luogo comune, le comunità locali sono più avanti, spesso, rispetto al dibattito e al confronto istituzionale che avviene nel nostro Paese.
Certo un aspetto va sottolineato, se le fusioni, le aggregazioni delle comunità locali e dei livelli istituzionali vengono viste esclusivamente in termini di facilitazioni, accesso ai bandi, o in termini di risorse, questo sarebbe ben poca cosa, la fusione, l'associazione dei Comuni, è un processo che ha del bene in sé, perché serve a fare economie di scala che i singoli Comuni, molti dei nostri piccoli Comuni, non sono in grado di affrontare e di svolgere.
Questo processo che la Regione Marche ha intrapreso, attraverso provvedimenti legislativi, ma anche nel percorso che, ormai da alcuni mesi abbiamo avviato, di confronto con le comunità locali, di confronto anche con i sindacati, credo stia dando buoni risultati
Uno degli elementi essenziali che abbiamo affrontando in questi ultimi mesi è stato quello della definizione delle dimensioni territoriali ottimali, è un tema importante, probabilmente centrale perché affronta il tema di qual è l'ambito territoriale più idoneo per l'esercizio di alcune funzioni. In alcuni ambiti noi lo abbiamo già fatto attraverso leggi regionali, mi riferisco a quello del ciclo integrato dei rifiuti, al servizio idrico integrato e quant'altro.
Credo che, da questo punto di vista e su questi temi, dovremmo concentrare le nostre attenzioni e stimolare le comunità locali affinché si addivenga a provvedimenti normativi e legislativi che vadano incontro alle esigenze delle nostre comunità.
Oggi il tema della gestione e dei costi di un piccolo Comune, di un servizio pubblico, è di straordinaria attualità, noi vivremmo, come dire, in un'altra dimensione se non ci facessimo carico di questo problema e, credo, che questo livello di discussione sia perfettamente compatibile con la necessità di mantenere l'identità di una comunità. La fusione di questi tre Comuni, Ripe, Castel Colonna e Monterado, questo nuovo Comune, il cui nome è stato identificato in Trecastelli, non pregiudica assolutamente la storia, le tradizioni di questi tre piccole comunità. Questa è la scommessa, ma questo non è assolutamente in contraddizione.
Per quanto riguarda gli incentivi, le facilitazioni, credo che aver individuato, per esempio, un percorso privilegiato nell'accesso alle risorse che la Regione Marche mette sul campo per vari assi, nel commercio, per le attività produttive e quant'altro, possa rappresentare già un enorme incentivo che faciliti il percorso a cui prima facevo riferimento.
Credo che questa sia una strada obbligata, non possiamo permetterci né tentennamenti, né dubbi, è una strada obbligata, occorrerà trovare la giusta misura tra la dimensione territoriale ottimale e quelle che sono le esigenze di preservare, come dicevo prima, il vissuto di una comunità.
Saluto con molto favore questa proposta di legge che, tra l'altro, mi sembra raccolga un consenso molto molto ampio.
Faremo tesoro dei rilievi e delle considerazioni anche critiche che sono state formulate, ma credo che la Giunta regionale procederà, in maniera decisa, verso questi obiettivi attraverso il percorso già indicato. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1.
Emendamento 1/1 del Consigliere Giancarli. Parere favorevole della Commissione. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 1/2 del Consigliere Giancarli. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 1, così come emendato. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 4bis. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 4ter. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 5. Lo pongo in votazione

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 6 (dichiarazione d'urgenza). Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Nell'anticipare il voto favorevole alla legge, voglio fare una brevissima riflessione partendo dalle dichiarazioni dell'Assessore Canzian che parlava di necessità di semplificazione istituzionale, io direi che c'è la necessità, come aveva detto anche l'Assessore Luchetti, di una strutturazione più complessa dei Comuni che sono penalizzati dalle loro piccole dimensioni. Un'occasione l'avremo con la futura legge urbanistica che parla di pianificazione sovracomunale, quindi, una riflessione dal punto di vista residenziale, ma anche dal punto di vista, diciamo, delle zone per gli impianti artigianali, per le zone industriali, eccetera, scelte in maniera condivisa da una serie di Comuni che gravitano sugli stessi ambiti geografici.
L'altra necessità è una riflessione che riguarda, per esempio, i servizi e i trasporti e ancora di più le politiche sanitarie e socio sanitarie. Riflessioni che abbiamo iniziato ad affrontare all'interno dell'attuazione della riforma sanitaria e che portano a considerazioni sul livello dei servizi dei vari Comuni che non possono avere come risposta una strutturazione a pioggia, perché le risorse non ce lo permettono, ma anche perché gli stessi Comuni non hanno le risorse di personale, ad esempio, per gestire le politiche urbanistiche. L'abbiamo visto con la legge sulla via, la proposta che parlava delle vie comunali, alcuni Comuni non hanno certamente le capacità, né gli uomini per mettere in piedi un procedimento di via, seppur per procedimenti semplici, perché ci sono miriadi di competenze. Anche lì dovremo riflettere su una modalità che veda, per esempio, una gestione associata, con Comuni capofila, per la via, a livelli più bassi di quelli regionali e provinciali.
Penso, anche, alle politiche del lavoro, soprattutto alla gestione del territorio, alla valorizzazione ambientale, culturale, turistica, delle produzioni agricole e dei prodotti tipici, di fatto già i nostri territori sono suddivisi, vicini, legati da produzioni tipiche, da valori ambientali e paesaggistici, bisognerebbe che queste opportunità, queste peculiarità che lì avvicinano diventino anche occasione per creare una comunità più ampia per la gestione di questi territori.
Credo che la Regione dovrebbe svolgere un ruolo propositivo, anziché andare a un confronto puntuale Comune per Comune, bisognerebbe che ci fosse uno studio da parte della Regione di quelle che sono le peculiarità dei territori, le vicinanze culturali, paesaggistiche, ambientali e la necessità di servizi, per iniziare a mettere in piedi dei tavoli, con i territori, per favorire questo tipo di aggregazioni.
Invito gli Assessori che sono intervenuti su questo, per esempio l'Assessore Canzian, l'Assessore Luchetti ed anche l'Assessore Marcolini, affinchè la Regione inizi a mettere in piedi dei tavoli, un gruppo di lavoro che sviluppi questo aspetto, sviluppi l'aggregazione dei Comuni nei servizi e anche nel rapporto con la Regione per quanto riguarda le gestioni associate di tutti gli aspetti, dal turismo, al territorio, dalle politiche del lavoro, alle politiche urbanistiche.
Per quanto riguarda il personale, continuo a dirlo, si parla anche di futuri, possibili accorpamenti delle funzioni delle Province, vedremo poi cosa prevederà la legge, bisogna iniziare a ridisegnarne l'utilizzo, iniziare a pensare anche all'utilizzo del personale delle Province e anche dell'attuale personale regionale che in occasione, l'ho detto più volte, della diminuzione dei finanziamenti, di fatto è libero e può essere utilizzato in altre direzioni.
L'Assessore Marcolini ha detto che non potremo andare avanti all'infinito a finanziare le aggregazioni, però, possiamo iniziare, perché non è stato mai fatto, a lavorare per creare dei tavoli in cui vedere quali sono le sinergie e come svilupparle, mettendo l'unica cosa che abbiamo a costo zero, che dobbiamo comunque pagare, il nostro personale.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Ci tenevo a dire che su questa proposta di legge in definitiva mi asterrò per due motivi.
Il primo è evidente, non si può penalizzare chi si è voluto fondere votando contro da un punto di vista politico, fermo restando, ed è di tutta evidenza, che un grosso numero di fusioni di Comuni in Italia potrebbero essere possibili solo attraverso una riforma costituzionale del Parlamento. Pensare che lo facciano le Regioni è impossibile, perché le Regioni in base ai loro poteri statutari lo possono fare solo tramite incentivo, pertanto, in questa legge è previsto un incentivo che in realtà è incerto, perché è un incentivo per i primi due anni, ma potrebbe essere 1.000 euro per i prossimi 40.
E' ovvio che questo tipo di operazione che difficilmente sarà ripetibile, lo ha già detto l'Assessore Marcolini, allora di fronte alle parole dell'Assessore mi sento di astenermi, di non votare a favore, perché non voglio che il mio voto diventi il sostegno alla furbata di pochi, contro le sfighe di altri.
Mi asterrò perché ritengo giusta questa fusione ma, ripeto, è evidente che non può esser gestita dalle Regioni, questa è un'operazione esclusivamente politica per farsi belli, è evidente che questo può andar bene solamente se la Regione è in grado di garantire un incentivo a qualunque Comune, se non dovesse, se nelle intenzioni non c'è questa disponibilità, mi ritraggo un po', prima ero per un voto favorevole adesso mi asterrò con prudenza, di fronte ad una legge che rischia di essere iniqua nei confronti dei cittadini di questi tre Comuni e rischia di essere iniqua nei confronti di tutti i Comuni che vogliono percorrere questa tappa, quindi, mi asterrò.

PRESIDENTE. Peccato Consigliere Zinni, peccato che si astenga, ...ù

(Interrompe il Consigliere Zinni)

PRESIDENTE. E' un peccato perché approvare una legge del genere è guardare avanti, lo dico con affetto.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Foschi.

Elisabetta FOSCHI. Devo dire che io guardavo alla scelta fatta da questi tre Comuni con un certo ottimismo, in prospettiva, cogliendo forse anche lo spirito con cui faceva questa sua affermazione il Presidente Solazzi, l'ottimismo di vedere degli accorpamenti che portassero alla razionalizzazione dei costi ed al miglioramento dei servizi.
Mi pare, però, di capire che questo accorpamento sia stato fortemente condizionato dalla prospettiva di avere un forte contributo economico e, mi pare, di poter dire che quello che sta accadendo in altre province, nella fattispecie nella provincia di Pesaro Urbino, dove ci sono alcuni Comuni che si stanno preparando ad andare verso una fusione, lo stanno facendo, lo vorrei sottolineare, anche sollecitati in questo, lo stanno facendo con la prospettiva anche loro, di avere un sostegno, un forte finanziamento da parte della Regione e qui mi viene da fare la prima riflessione.
La fusione viene fatta e viene sollecitata per ottenere una razionalizzazione, un miglioramento dei servizi o la fusione viene pensata e sostenuta da parte degli amministratori di quei Comuni che vanno a fondersi per ottenere un miglioramento delle proprie finanze?
Non è la stessa situazione, ma questa riflessione doveva essere fatta all'inizio, non consentendo che si iniziasse un percorso, che si creasse un precedente e che poi si venisse qui a dire guardate questo non sarà un precedente, quello che hanno avuto questi tre Comuni non lo avrà nessun altro che intraprenderà la stessa strada. Allora questo precedente non andava nemmeno creato, bisogna essere organici all'inizio, prevedere un percorso comune all'inizio, non permettere, Presidente Solazzi, che alcuni Comuni si potessero fondere con determinate e agevolate condizioni ed altri no. Bisogna essere organici e bisogna essere uniformi nel prevedere quello che potrebbe accadere in questa regione anche su una riforma che potrebbe essere corretta. Ma qui per bocca anche degli Assessori che sono intervenuti e di una proposta di legge che è stata ieri votata dalla Giunta rischiamo di avere figli e figliastri, rischiamo di avere non un percorso di razionalizzazione e di miglioramento dei servizi, rischiamo di avere alcuni Comuni che godono di un beneficio nel fondersi, e altri che si devono fondere per altri motivi, ma che non vedranno i benefici economici.
Questo non va bene, io non ho nulla contro i tre Comuni che hanno deciso di unirsi facendo il referendum e votando per questo, però non posso accettare oggi che mi si dica che i tre Comuni lo fanno con determinate agevolazioni e tutti quelli che lo faranno dopo quelle agevolazioni non le avranno e, per esigenze di bilancio, si dovranno arrangiare.
Questa situazione andava evitata a monte e va data a tutti la stessa condizione, per questo sostengo quanto sottolineato anche dal Consigliere Zinni circa la impossibilità di sostenere l'atto di oggi che riguarda in sé i tre Comuni, ma in prospettiva riguarda anche gli altri, precludendo agli altri la possibilità di godere delle stesse agevolazioni.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. Quando c'è la volontà popolare è inutile argomentare, architettare, fare voli pindarici, come per dire siamo stati noi, la volontà popolare è unica, l'unica alla quale dobbiamo fare nell'agire politico.
Caro Presidente, la volontà popolare mi dà forza per ribadire un concetto al Presidente della Commissione, Consigliere Perazzoli, la proposta di legge n. 259 a iniziativa dei Consiglieri Trenta Cardogna, Bugaro, Busilacchi, Sciapichetti e, per correttezza istituzionale devo dire, anche del Consigliere Latini che ha chiesto, dopo i chiarimenti avuti in Aula, di controfirmare, così come ho dovuto fare io per quieto vivere, però, ribadisco il passaggio, importante che resti agli atti della Regione: "eccettera, eccetera, fra la Regione Marche e le Regioni Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo nell'ottica di una Macro regione centrale, quest'ultima concepita come una forma innovativa di cooperazione interregionale allo scopo di rafforzare i processi democratici e l'accelerazione del percorso di integrazione dei soggetti coinvolti". Faccio questa riaffermazione del principio della proposta di legge n. 259 del 23 ottobre 2012 perchè ancora non vede, cari colleghi, il suo percorso a compimento, dovuto solo al fatto, Consigliere Perazzoli, sulla sua correttezza nessuno dubita e sa bene che, in tempi non sospetti, pur da diverse, chiamiamole, barricate, simpatiche, ebbi a dire ai miei colleghi del cento destra, che meritava di fare il Sindaco, perchè era un Sindaco che sapeva decidere e su questo chiudo qua la questione.
La proposta di legge, ebbe, poi, un lampo di genio, il geniale Consigliere Latini, con il quale oggi abbiamo chiarito la cosa, e la chiudiamo lì, così finiscono le polemiche e viene un testo unico dopo il placet della sua Commissione, verrà a dire quello che è nei territori di confine, c'è una particolarità che può essere emendata, caro Consigliere Giancarli, in questo senso i territori di confine esprimono da sempre volontà di aggregazione o di segregazione dall'istituto regionale.
Sono i Comuni, i Comuni della vallata, i Comuni vicini che hanno le stesse tradizioni, lo stesso modello culturale, familiarità, parentela diretta perché stanno lì, ma vengono spesso dimenticati, come noi Consiglieri del nord dell'Abruzzo quando ci troviamo a paragonarci con il Nord delle Marche che ci ignora completamente nella politica che si ferma a malapena nel maceratese.
C'è in noi una volontà di separarci da una matrigna Regione che dimentica la logica della sopravvivenza dei Comuni, oggi a maggior ragione va un plauso a chi intende ed interpreta questa legge di ultima generazione e dice si aggrega, ed è giusto sostenerli anche finanziariamente, perché è giusto che sia così, avranno dei momenti di ..., ma le funzioni amministrative che si aggregano, caro Sindaco Perazzoli, ora Consigliere regionale, domani ancora Sindaco di San Benedetto e glielo auguro - ha deciso lei di rinunciare al mandato regionale perché giustamente e condivido qui la politica non c'è - ma non c'è se noi non la mettiamo di fronte al bianco e nero, cioè alla capacità di pensare le aggregazioni istituzionali, non è convinto Consigliere Badiali? (...) Se no chiarisco la sua posizione all'epoca di quand'era Assessore, si ricorda bene la questione dei marchi, quando le aggregai tutt'Italia su una storia, caro Consigliere Badiali, funziona ancora così, marchio unico marchigiano, inteso nella Macro Regione Ionica Adriatica, Consigliere Giancarli, perché suo figlio ha avuto ed ha la forza di andare a trovare in quei territori quella formazione sociale, culturale, istituzionale che non ha trovato qui, e le pare bello questo? A me no, perché come lei io ho tre figli, quindi, a loro devo far capire cos'è l'istituto giuridico di una proposta di legge che deve essere attivatrice di sistemi economici, di sistemi economici con un marchio unico marchigiano, ed ecco qui la legge sulle infrastrutture e sui porti. Quando venne il Ministro Lupi si parlò di creare in questi territori, si parlava dell'autostrada, della superstrada dei due mari, dove le economie crescono, come faceva la cultura romana, lasciava intatte le credenze religiose, gli usi, i costumi tradizioni, però portava l'asse stradale, questo è il sistema vallivo di una Macro Regione dell'Italia centrale che vedrebbe sul nascere quel germoglio dei Comuni che si aggregano anche solo nelle funzioni, ma vanno sostenuti perché significa risparmio per il Governo centrale. Dare possibilità di emergere con la propria economia, esaltando le peculiarità territoriali che danno forza, perché lì c'è il legame della famiglia, del lavoro, degli affetti, della scuola, di tutto quello che è il sistema sociale attuale, quindi, va votata questa legge, con la speranza di quello che andremo a fare subito dopo, perché qui si mettono in contatto diverse realtà economiche che possono portare benessere oltre il mare, ma oltre il mare a quella che è la vocazione naturale del porto di Ancona e, caro Consigliere Perazzoli, del porto di San Benedetto.
Dico questo con raziocinio, con capacità di capire cosa c'è dietro queste parole, però, signori miei dobbiamo avere la capacità, Presidente smetto e concludo, di leggere, di interpretare perchè dietro le leggi e le parole ci sono realtà sociali, familiari, istituzionali, che vanno premiate e non vanno mai represse o peggio ancora fermate.

PRESIDENTE. Ha la parola, per le dichiarazione di voto, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente, pochissime considerazioni, ho ascoltato i molti interventi che ci sono stati, posizioni plurali, debbo dire, un dibattito ricco, a mio avviso, positivo, partecipato, sentito.
Voglio ringraziare anche il Consigliere Trenta per la sua sensibilità che tocca anche i sentimenti delle persone, ma la ragione per la quale intervengo non è relativa a questa considerazione che ho fatto ora, ma è un'altra, lo dico con amicizia, con affetto e con grande rispetto politico istituzionale, a me questa mattina è sembrato di sentire parlare il Consigliere Zaffini come se fosse un Consigliere di un'altra Regione, magari non so dell'Emilia Romagna.
Tra l'altro il Consigliere Zaffini ha rilanciato, quando parlavo della necessità di ricomporre l'unità storica delle Marche, ovviamente con un percorso democratico e, quindi, ripartendo dal basso, ma ripartendo anche da posizioni che debbono essere in qualche modo costruite anche nelle sedi istituzionali e questa è una sede autorevole per farlo, dicevo che rispetto a questo fatto il Consigliere Zaffini , ponendo il problema dell'uscita di altri due Comuni, ha detto che ce ne sono altri due che vogliono uscire.
Questa è la ragione per cui sono intervenuto, perché un conto sono gli aspetti su cui abbiamo discusso, su cui ora andiamo al voto, altra cosa è mantenere l'unità storica delle Marche, anch'io credo che in una fase come questa, la visione europea, il fatto che qui si stia realizzando la Macro Regione Adriatico ionica, il fatto che siamo in una dimensione mondo, si debba, comunque, mantenere e rafforzare la nostra identità, le nostre radici e la nostra storia. A proposito di storia voglio dire al Consigliere Zaffini che nello scontro con i Malatesta hanno vinto i Montefeltro e cinquecento anni dopo non possiamo cambiare quella storia.

PRESIDENTE. Dopo il dibattito che è stato abbastanza esteso, forse anche troppo, direi di non por tempo in mezzo, pongo in votazione la proposta di legge n. 281, così come emendata.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Interpretando il sentimento dell'intera Assemblea legislativa regionale, dopo l'approvazione di quest'atto saluto i rappresentanti delle Istituzioni locali, i Sindaci dei tre Comuni, gli amministratori e i cittadini che hanno seguito i lavori per l'approvazione di questo importante provvedimento. Detto questo c'è qualcuno che chiede di intervenire? Ha la parola il Consigliere Traversini.

Sull'ordine del giorno

Gino TRAVERSINI. Ho aspettato la fine dell'iter dell'approvazione della legge, ho da proporre una mozione legata sempre allo stesso tema delle fusioni, anche dopo aver ascoltato quello che ha detto l'Assessore Marcolini che mi preoccupa molto.
La mozione riguarda la richiesta di fusione che hanno già fatto ufficialmente tre Comuni del pesarese che sono Belforte all'Isauro, Lunano e Piandimeleto e chiedono di essere trattati alla stessa maniera.
L'ho detto prima ai margini della presentazione della legge che se si vuol fare una politica ed incentivare le fusioni, chiaramente, non si può trattare il primo e basta in certe condizioni, ma questo va visto in un periodo. Sono d'accordo, Assessore, che il periodo enne è preoccupante per la Regione, bisogna dare un termine, ma il termine è abbastanza semplice, perché il prossimo anno ci sono le elezioni, quindi, se non si fa domanda di fusione entro quest'anno di fatto passeranno altri 4 o 5 anni perché il 90% dei Comuni, forse anche più, andranno ad elezione il prossimo anno, quindi, se non fanno richiesta entro il 31 dicembre, l'iter della fusione non si chiude.
Non trattare questa proposta di fusione o le fusioni che arriveranno entro il 31 dicembre alla stessa maniera o incentivandole, secondo me, è un atto di disparità che questo Consiglio non deve accettare, al di là delle difficoltà finanziarie, quindi, su questo tema c'è questa proposta di mozione che riguarda tre Comuni, ma si potrebbe allargare a tutti i Comuni che ne faranno richiesta entro il 31 dicembre, che propongo di sottoscrivere e mettere in votazione. Non so se l'iter dei lavori lo prevede in questa maniera, non so se può essere una risoluzione, ho aspettato ad introdurre la discussione perché non volevo che andasse, in qualche modo, ad intaccare e penalizzare chi aveva chiuso un iter che andava premiato per quello che era stato fatto.

PRESIDENTE. La mozione è pronta, è stata comunicata? No! C'è il numero? No! Tecnicamente l'ha presentata da qualche parte?

Gino TRAVERSINI. No, l'ho fatta sottoscrivere, ma non l'ho presentata.

PRESIDENTE. Se siamo d'accordo votiamo direttamente la mozione, però dobbiamo essere tutti d'accordo perché evidentemente ..., è conosciuto il dispositivo?

Gino TRAVERSINI. "Impegna la Giunta Regionale a reperire in occasione del primo assestamento di bilancio dell'anno 2013 sui bilanci relativi agli esercizi 2014 e 2015 i fondi necessari a garantire una equa definizione del contributo regionale da riconoscere al nuovo Comune derivante dalla fusione dei Comuni di Belforte all'Isauro, Lunano e Piandimeleto con gli stessi criteri relativi alla dimensione territoriale e della popolazione utilizzati per il finanziamento della fusione dei Comuni di Ripe, Castelcolonna e Monterado di cui alla proposta di legge regionale n. 281/2013". Se siete d'accordo aggiungerei: "anche i Comuni che ne faranno richiesta entro il 31/12", questo è.

PRESIDENTE. La possiamo votare soltanto se c'è una stesura definitiva, quindi bisogna ...

Gino TRAVERSINI. No scrivo: "e tutti i Comuni che ne fanno richiesta entro il 31 dicembre 2013".

(Voci fuori microfono)

PRESIDENTE. No, no, per favore non apriamo questo dibattito, questi sono temi che andrebbero affrontati prima di venire in Aula, però, Assessore, è compito del Consiglio, ma dovrebbe essere anche compito della Giunta non fare alcuni provvedimenti senza prima essersi consultata con il Consiglio, perché se voi fate cose che smentiscono il sentimento generale è un problema. (...) Non so di chi sia l'iniziativa, a me risulta che l'iniziativa sia della Giunta, però se non è così, chiedo venia, però è difficile ... "e tutti i Comuni che faranno richiesta entro il 31/12/2013".
Ha la parola l'Assessore Marcolini.

Pietro MARCOLINI. E', come dire, un atto del tutto illegittimo, c'è un impegno di spesa senza copertura che il Consiglio regionale illegittimamente pone sulle proprie spalle, non sulle spalle della Giunta.
Io dico che per ogni ragionamento così impegnativo, il Consiglio è sovrano nell’allocazione di tutte le risorse e di tutte le scelte, compatibilmente con quelle del bilancio che legittimamente il Consiglio definisce, si definisce realistica la proposta che ipotizza un quantum, individua una spesa e individua la copertura.
Il Consiglio regionale è ovviamente legittimato a farlo, il problema è questo, la settimana scorsa avevamo l'Indesit, oggi abbiamo questo che è un problema di incentivazione esagerata del tutto laterale, ieri abbiamo avuto il problema dei servizi sociali e della sanità per settemilioni, ogni settimana ne abbiamo una, capisco qual è il ragionamento entro cui siamo inseriti, però, bisogna ragionare simultaneamente, e ci sono le sedi per farlo, per l'allocazione delle risorse. Se la mozione dicesse: “compatibilmente con le risorse che il bilancio definirà si auspica che …”, questo rientrerebbe tra le possibilità del Consiglio regionale, non della Giunta. Io non sono qui, come dire, a protestare un diritto di veto, dico semplicemente che qualsiasi scelta deve avere, il bilancio quest'anno sarà addirittura in riduzione, un margine di copertura compensativa, ad ogni euro in aggiunta corrisponde un euro in diminuzione, va quantificata una stima delle somme necessarie e va individuato dove e come trovare le risorse per coprirla.
Senza questo segnalo l'illegittimità di un atto, oppure nella categoria larga, purtroppo, nella nostra tradizione, dei desideri a futura memoria, questo significa ...

PRESIDENTE. No, Assessore, l'illegittimità di un atto io la respingo, a me dispiace, lei è una persona perbene, ma innanzitutto ...

Pietro MARCOLINI. ... è illegittimo l'atto ... l'impegno di spesa che non individua le coperture ...

PRESIDENTE. No, io non entro nel merito, però, definire una mozione che, leggendo bene il dispositivo, dà margini di manovra all'interno dell'assestamento, illegittima, ... dice "da riconoscere al nuovo Comune derivante dalla fusione dei Comuni di Belforte all'Isauro, Lunano, Piandimeleto, con gli stessi criteri relativi alla dimensione territoriale” e poi va bene, tutti i Comuni ... “reperire in occasione del primo assestamento di bilancio .... fondi necessari a garantire una equa definizione del contributo regionale da riconoscere". Ci sono spazi no?

(Interrompe l’Assessore Marcolini)

PRESIDENTE ... allora se ha ragione lei, sa cosa facciamo, chiudiamo la seduta perché non si può votare neanche una mozione, che peraltro io difendo, mi dispiace, ma la difendo, perché non c'è una cifra, su una cifra lei mi avrebbe potuto dire che c'era quasi, come dire, un’obbligazione sottoscritta nei confronti della Giunta o dell'Assessorato, ma è l'auspicio, fra l'altro risponde ad una politica, e mi meraviglio, che guarda alla semplificazione ed incentiva l'aggregazione dei Comuni e quant'altro.
E’ un fatto assolutamente positivo, e sentirsi dire che, addirittura, la votazione di una mozione del genere …, è inappropriata peraltro la definizione di illegittima, inappropriata da un punto di vista giuridico, ma lesiva dell'autonomia del Consiglio da un punto di vista politico, io la respingo, mi dispiace e metto in votazione la mozione.
Se un Consiglio regionale non può votare nemmeno una mozione, mi dite cosa ci stiamo a fare? Ma qual è il problema? Peraltro "la Giunta regionale a reperire in occasione del primo assestamento di bilancio dell'anno 2013, sui bilanci relativi .... i fondi necessari a garantire una equa definizione del contributo regionale". Ci fosse scritto come per la prima fusione o quantificata una cifra esagerata, ma dà anche spazio alla sindacabilità degli importi, fra l'altro, la cosa che stupisce, lo dico, è che questo contraddice una politica di riformismo di questo Paese. Il negare aprioristicamente. (…) no, non è simpatico, è così, le unioni dei Comuni, l'aggregazione dei servizi e la fusione dei Comuni se non è una politica di tipo riformista, allora lasciamo stare tutto così com’è e siamo i più conservatori del mondo ...

(Interrompe l’Assessore Marcolini)

PRESIDENTE. Di mia iniziativa questa? Questa è di mia iniziativa? Qualcuno dica se questa è di mia iniziativa, io ne sono venuto a conoscenza stamattina, però la condivido.

(Interrompe l’Assessore Marcolini)

PRESIDENTE . Se vogliamo aprire una polemica, non quindici giorni fa, ma sono sei mesi che dico che probabilmente sull'aiutare l'unificazione dei Comuni dovevamo ...

(Interrompe l’Assessore Marcolini)

PRESIDENTE.. Scusi, Consigliere Traversini, l'ho ispirata io questa? Me l'ha fatta conoscere lei prima ...

(Interrompe l’Assessore Marcolini)

PRESIDENTE. Come cosa centra! ... No, Assessore Canzian, possiamo fare tutte le proposte però ... Ha la parola l'Assessore Canzian.

Antonio CANZIAN. Vorrei portare un po' di tranquillità e anche sgombrare il campo da qualche strumentalità che vedo affiorare.
Chiedevo al Presidente, anzitutto, se questo ordine del giorno (…) mozione è stata presentata formalmente, Presidente, perché un tema così importante, forse, vale la pena di approfondirlo e non di esaurirlo solo su aspetti ... Presidente è possibile iscriverla all'ordine del giorno ed esaminarla e ragionarci la prossima seduta.

PRESIDENTE. Guardate non c'è problema, se usiamo il formalismo, come spesso non accade, vi dico che non è possibile votarla, questo atteggiamento formalistico, però la dice lunga su molte cose, non la votiamo, cosa possiamo fare? Possiamo iscriverla per portarla la prossima volta. Prendo atto di questo formalismo e il formalismo diventerà all'ennesima potenza nel caso in cui per questionai particolari si chiedesse qualche deroga a questa Assemblea. Lo dico in modo molto chiaro, è un ricatto? Si.
Ha la parola il Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Prima di tutto questa mozione non è assolutamente un tentativo di blitz verso la Giunta, non è questo, è la sensibilità rispetto ad alcuni Comuni che in maniera precisa, ormai da tempo, nel territorio di Pesaro Urbino, si stanno muovendo alla stregua dell’esperienza che abbiamo concluso questa mattina con i Comuni della provincia di Ancona. Questo è.
Secondo noi questa mozione è strettamente legata a questo testo di legge che abbiamo votato, c'è un percorso quasi completato di quei Comuni che ci assillano e ci dicono: siamo riusciti ad andare avanti sosteneteci.
La mozione prevede che ci siano dei passaggi, entro il 2013 chi vuole può farlo, altrimenti perde le risorse, ma non è un elemento moltiplicatore, voglio dire alla Giunta che non moltiplica un bel niente e lo dicevo nel mio intervento, guardate che non è così semplice arrivare alla fusione dei Comuni, non è vero che domani mattina in Italia da 8.000 Comuni ne avremo 3.000, perché si fondono, non è così, sono percorsi abbastanza articolati, complicati, quelli che sono partiti sosteniamoli.
E’ evidente che dobbiamo mettere un freno, perché se si rischia la proliferazione mancano le risorse, questa mozione va in quella direzione, poche risorse, un termine per presentare le domande, evviva Dio, non abbiamo certo proposto un blitz! Per cui se riusciamo a votarla questa mattina è meglio, ma per senso di responsabilità, se vogliamo farlo come primo punto del prossimo Consiglio, va bene lo stesso, ma ripeto non è un grande blitz, facciamolo subito almeno abbiamo chiuso la partita.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Acquaroli.

Francesco ACQUAROLI. Presidente anch'io chiedo l'iscrizione della mozione perché credo che il metodo di lavoro che quest’Aula si è data non può essere stravolto dalla Giunta, non può essere stravolto da intromissioni in un’Aula che, da tre anni, ha ormai un criterio di confronto, si è data delle regole, visto anche il voto della legge di qualche minuto fa e la pertinenza rispetto a questa seduta.
Credo che la Giunta non può, in qualche maniera, stravolgere gli ordini dell'Aula, nel rispetto del nostro mandato ed anche nel rispetto del nostro ruolo, quindi, vorremmo che la mozione del Consigliere Traversini sia discussa oggi.

PRESIDENTE. Se c'è una richiesta formale di mettere al voto l'iscrizione, metto al voto l'iscrizione. Ha la parola il Consigliere Perazzoli.

Paolo PERAZZOLI. Voglio invitare gli amici e compagni di Giunta a non porre una questione di legittimità del voto, perché introdurremmo un precedente brutto, nel senso che è una questione che vede un larghissimo consenso del Consiglio, è un tema che, voglio ricordare, in occasione della verifica era tra quelli che il Presidente Spacca ha messo fra le questioni prioritarie per la fine di questa legislatura. Obiettivamente è un punto che abbiamo, non possiamo i giorni pari lamentarci della dispersione delle istituzioni, dei Comuni, degli enti, troppo piccoli per governare e i giorni dispari non essere coerenti.
D'altra parte non saranno molti gli enti che saranno in grado di portare a compimento questa scelta, purtroppo, dico io, poi caro Assessore Marcolini, sa quanto sono affezionato a lei, però le voglio fare una critica, già l'ho detto in un'altra occasione, non è che è santo quello che percepisce la Giunta come priorità ed è peccato quello che percepisce il Consiglio, …

(Interrompe l’Assessore Marcolini)

Paolo PERAZZOLI ... i fatti ... e ce lo ricorderemo quando si approverà l'assestamento. I fatti sono più importanti delle parole, questo noi lo sappiamo proprio per la nostra provenienza politica e culturale, quindi, invito l’Assessore Canzian e l’Assessore Marcolini a non porre questa questione ed a fare in modo che questo Consiglio oggi esprima il voto su questa mozione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. Sarebbe strano che il Consiglio non votasse questa mozione dopo avere, ho ascoltato tutti gli interventi, decantato, lodato, ringraziato, i Sindaci che hanno fatto la fusione per cui abbiamo fatto la legge.
Delle due l'una, o quegli interventi erano straricchi di ipocrisia e io non lo credo, oppure dobbiamo votarla, dichiarare illegittima una mozione che è di indirizzo politico, quindi, una competenza del Consiglio, credo abbia dell'assurdo e Presidente Canzian, il Presidente Solazzi prima di avviare la discussione ha chiesto se tutti eravamo d'accordo affinché la mozione si votasse, tutti coloro che votano, quindi, pure lei, nessuno si è detto contrario ... è un problema suo, nessuno si è detto contrario, quindi, credo che noi facciamo una cosa giusta, non voglio acuire le distanze e gli attriti che sembrano emergere, non mi interessano, a me interessa che il Consiglio sia coerente con quanto ha fatto finora, ha approvato una legge, tutti i Comuni sono uguali di fronte al Consiglio regionale, non ci sono figli e figliastri, sono tutti uguali. Dobbiamo stabilire questo principio e nel merito …

(Interrompe l’Assessore Canzian)

Raffaele BUCCIARELLI. … ci diamo un criterio il 31 dicembre. E’ un criterio.
E' scritto e nel merito non credo che in sede di assestamento di bilancio o di bilancio di previsione di spesa non si riescano a trovare …, l'esperienza mi dice, andate a vedere i bilanci vecchi ci sono centinaia di migliaia di euro che vengono chiamati come ho detto prima Assessore Marcolini, quindi, non trovare il modo di trattare le future due fusioni così come sono stati trattati i tre Comuni di prima, credo che sia assurdo e non veritiero.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Marcolini.

Pietro MARCOLINI. Per evitare equivoci non posso non sottolineare due aspetti. Il primo, è indiscutibile che il Consiglio regionale sia la sede della legislazione e degli indirizzi degli atti del Governo e che questo particolare impiego possa essere indicato come strategico non è qui in discussione.
L'illegittimità non riguarda tanto la discussione, le modalità di presentazione della mozione, in limine mortis prima della votazione sulla legge, forse lo sarebbe, ma la mia annotazione è semplicemente di carattere politico, programmatico e di responsabilità. Cogliamola come un'occasione, ci troveremo fra qualche settimana a discutere un assestamento, vorrei dire all'amico Consigliere Bucciarelli che l'assestamento di quest'anno, per la prima volta nella storia che io ricordi, che è abbastanza lunga in Regione, avrà un segno negativo. La mia preoccupazione, caro Consigliere Bucciarelli, è quella di dire per tempo come stanno le cose, non di pretermettere, sarebbe una presunzione inconcepibile, questa si folle, le scelte che il Consiglio regionale allocherà, dico semplicemente, come ebbi modo di dire, scusatemi l'auto citazione, quando venne approvata la prima fusione, “guardate che noi abbiamo soltanto 280 mila euro in bilancio per le fusioni, riguardo su come li spendiamo”, allora si disse: “stabiliamo, cogliendo l'occasione dei 10 anni di stanziamento di risorse statali, mettendoci un cip di un anno, due anni per poi vedere quello che succederà”.
Questo è stato un elemento assolutamente contagioso perché ha fatto capire ai primi tre Comuni che c'erano 10 milioni, una lotteria, in clima di bilanci dissestati, accedibile, quelli che si sono mossi più in fretta sono tre, forse saranno sei, c'è sempre il limite di chi arriva dopo e i principi equitativi nella scala gerarchica. Mi consenta, Presidente Solazzi, la discussione che noi abbiamo fatto anche nel preventivo oltre che negli assestamenti è sempre stata ispirata, non senza sfridi, quelle che il Consigliere Bucciarelli ha chiamato le marchette, che spesso come dire, vengono a sanare situazioni episodiche non riconducibili a principi e, quindi, arbitrarie, discrezionali, non immonde il più delle volte, e non, come sapete bene, presentate in tabella C dalla Giunta, ma concordate per le esigenze non indirizzabili in Consiglio.
Mi permetto di anticipare, prendiamola così, quello che è un clima di assoluta tensione, abbiamo visto la vicenda dell'Indesit che oggi speriamo abbia un minimo di sponda positiva, abbiamo una situazione economica e sociale di gravissima tensione, con un bilancio che per la prima volta, insisto, si presenterà non con la giberna piena di 20, 30 o 40 milioni come in qualche anno passato ci sono stati, ma addirittura con un segno negativo, la mia preoccupazione è quella che tutti quanti, la Giunta che agisce su mandato del Consiglio, il Consiglio che definisce i criteri strategici, di riflettere su quello che è realmente strategico, la sanità, i servizi sociali, i trasporti, l'ambiente, l'energia, ogni volta l'ultima emergenza ci fa scordare la precedente e noi potremo buttar via il piano politico programmatico stando soltanto sull'attualità, non c'è ieri, non c'è domani, c'è soltanto l'oggi e se oggi ci fa dire che la priorità è la collezione di farfalle, la collezione di farfalle ammazza, senza che noi lo dichiariamo pubblicamente, il sociale oppure la sanità.
E’ semplicemente una raccomandazione di responsabilità quella di dire adesso, prima ancora che si compia l'effettivo dispiegamento del bilancio 2013, di corroborare e di aumentare le risorse specificamente segnalatemi, sembra un’esagerazione soprattutto e concludo, dopo aver annunciato che ieri la Giunta ha presentato una proposta di legge che cerca di mettere ordine a questa partita per evitare che l'ultimo arrivato rimanga fuori, oppure che il primo risulti più privilegiato rispetto a tutti gli altri, individuando i criteri di accesso per le fusioni dei Comuni privilegiati, gli associati e i singoli, rispetto ai capitoli di risorse che possono essere gestiti in termini dispersi sul territorio.
Questa è una considerazione di buon senso, non se ne abbiano, non era mia intenzione intaccare la sacralità delle indicazioni del Consiglio regionale, ma consentitemi un minimo di smagata esperienza che dice che l'oggi ci fa dimenticare lo ieri come le possibilità invece delegate del domani.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Brevemente anche perché non sapevo che c'era frizione, avevo sentito le parole dell'Assessore, ma non pensavo che venisse fuori una discussione così accesa rispetto alla proposta di mozione che è di indirizzo.
Voglio ricordare alcuni aspetti per stemperare un po' i toni, se posso, con l'Assessore noi abbiamo discusso delle fusioni in quest'Aula, non è che parliamo di tantissimo tempo fa, se non sbaglio a marzo, abbiamo portato in Consiglio l'atto di indizione di questo referendum e ci siamo riempiti la bocca, tutti quanti, di parole di lode rispetto alle fusioni come un atto nuovo di programmazione territoriale degli enti locali, dove dovevamo intervenire, dove la Regione doveva metterci risorse o favorire, la proposta di legge poi è passata in Commissione, io sono lì, sono stato relatore, ne abbiamo discusso, abbiamo visto che per chiudere la trattativa siamo andati a prendere gli incentivi, i 280 mila euro, dalla somma totale del capitolo degli incentivi alle unioni dei Comuni, siccome ormai l'unione dei Comuni è un obbligo e non c'è più bisogno di incentivarle, perché c'è un obbligo di legge, abbiamo detto incentiviamo le fusioni e prendiamo i soldi da quel capitolo, prendendo tutto. La cosa che mi è venuta spontanea è stata quella di dire: "va bene, e i prossimi?", entro l'anno potrebbe arrivare qualcun altro perché è chiaro che il prossimo anno ci saranno le elezioni, questi sono i primi ma potrebbero arrivarne altri, non tantissimi perché le procedure sono complicate, ma si parla di 200.000 euro, se ci crediamo possiamo rimetterci altri soldi. Questa era l'intenzione perché se no, probabilmente, all'interno della Commissione avremmo ragionato in maniera diversa.
Abbiamo preso tutti i 280 mila euro dell'unione dei Comuni, pensando poi di rimetterci le mani, anche perché ci si crede in questa politica, dando un termine, capisco la preoccupazione dell'Assessore, se arrivassero da qui ai prossimi tre anni 100 richieste avremmo stravolto il panorama del sistema delle autonomie, però, in realtà sarebbe complicato mantenerle.

PRESIDENTE. Magari arrivassero 100 richieste.

Gino TRAVERSINI. Magari, però è difficile anche in questa situazione ... anche perché ci sono i finanziamenti statali, ci sono altri privilegi. Parliamo di mettere la data del 31 dicembre, siamo a luglio, le procedure sono complicatissime, significa delibere dei Consigli comunali, sapete benissimo che significa mettere insieme i campanili, non è una cosa semplicissima, parleremo di una fusione quasi certa, perché fanno pressione nel pesarese, forse di un'altra o forse di altre due, sarà difficile prevedere questo, una sicuramente quindi parleremo di cifre, l'ho anche detto nell'intervento, 280 mila euro al primo, vogliamo riconoscere chi ha avuto più coraggio, però, non riconoscere nulla al secondo o terzo, ci saranno perché parliamo di questi numeri, mi sembra altamente sbagliato e contraddittorio rispetto a quello che abbiamo detto
Tutto lì non mi sembra una cosa così grave da un punto di vista economico e neanche da un punto di vista politico.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. Io, Presidente, intervengo solo per chiarire, ho difficoltà alle reprimende, Assessore Marcolini, perché, ripeto, una volontà popolare a prescindere non va mortificata, però se vanno sostenute economicamente iniziative in tal senso, vanno viste anche in un’ottica di lungimiranza perché nel momento in cui queste autonomie vanno a pieno regime, altrimenti le associazioni di Comuni, i consorzi, verrebbe meno,invece è un panorama che andrebbe incentivato, fermi restando gli equilibri di bilancio. Però, Assessore Marcolini, se le istituzioni puntassero il ditino istituzionale sulle questioni molto più pericolose che hanno messo in ginocchio l'economia delle istituzioni, sono le banche e non abbiamo questo coraggio Assessore anche se siamo di fronte alle macro fusioni bancarie, mi riferisco a Banca Intesa, San Paolo, che tanto la terrorizza per cui mi disse "ma ti pare che ... avete venduto a ..." ma una Regione, fa bene a chiedere un consulto all'Assessore Mezzolani, Assessore alla sanità che su 3.200.000.000 di finanziarie della Regione Marche assorbe 2.900.000.000, circa ... bene e allora dove sta 8, 16, 24, l'utilizzo di strutture sanitarie e la pubblicazione dei redditi dei primari che fanno fino alle ore 14, lavorano nelle strutture sanitarie pubbliche e mandano e dirottano nelle liste d'attesa se non nei centri medici privati, questa è una contraddizione in termini, Consigliere Traversini, visto che facciamo un discorso più o meno trasversale, mi scusi l'ardire e l'arguzia, lei non si deve preoccupare ha detto cose condivisibili, la reprimenda è che, purtroppo, quando la politica che vorrebbero fosse finita, ma mi pare di averlo detto prima, la politica di ultima generazione, così come propagandata dall'Assessore Luchetti, dice: “costruire un futuro comune che riguarda tutti, un momento di vera condivisione costruire il futuro costruiamolo adesso”, mi spiega che significa poi quando in Aula lei viene così ripreso in malo modo? Ecco che significa, questo significa l'ideologia che prevale il senso della politica e che mortifica l'intuizione istituzionale che è rivolta e ci viene rivolta da quel pubblico, il Consigliere Latini è distratto, posso continuare Presidente?
Il modello Marche prova il rilancio, gli industriali, alleanze, Consigliere Traversini, ricerca, internazionalizzazione, le chiavi per invertire la tendenza, di par suo, Assessore, quando parliamo di corto circuito del sistema creditizio, noi istituzionalmente come Regione siamo fuori, non possiamo veramente fare niente, oppure come lei dice poi arriviamo a Banca delle Marche che, caro mio Assessore al bilancio, provocherà, come sta provocando, un grande sbilancio, quindi, non reprima l'intuizione del povero Consigliere Traversini che è un Consigliere così simpatico che ha detto delle cose giuste, se lei le stesse cose le dicesse a me che sono opposizione forse farebbe una figura politicamente più bella, perché l'uomo di centro sinistra con l'uomo di centro destra, ma sul piano dei fatti oggettivi, caro Assessore, è la storia che è contro di lei, perché porteremo in Aula quella proposta di legge: “Limes - territori di confine” anche se oggi è uniformata in una proposta condivisa con il Consigliere Latini, dove dentro, caro Assessore, ci metterò tante di quelle cose che lei dovrà smontare una per una con argomentazioni di ultima generazione istituzionale.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'iscrizione della mozione n. 527, solo l'iscrizione. Dichiaro aperta la votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Mozione n. 527
dei Consiglieri Traversini, Ricci, Bucciarelli, Foschi, Ciriaci, D'Anna, Solazzi
"Fusione dei Comuni di Belforte all'Isauro, Lunano e Piandimeleto”.
(Votazione)

PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 527.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Se siete d'accordo non tratterei i punti 1 e 2, interrogazioni e interpellanze, e passerei direttamente al punto 3

Proposta di atto amministrativo n. 63
ad iniziativa della Giunta regionale
"Accordo tra la Regione Marche e il Governo della Repubblica di San Marino per lo smaltimento ed il recupero nella Regione Marche di rifiuti speciali prodotti nel territorio della Repubblica di San Marino. Richiesta di ratifica ai sensi dell'articolo 21, comma 2, lettera d), dello Statuto della Regione Marche"

(Nuova titolazione) "Accordo tra la Regione Marche e il Governo della Repubblica di San Marino per lo smaltimento ed il recupero nella Regione Marche di rifiuti speciali prodotti nel territorio della Repubblica di San Marino. Approvazione ai sensi dell'articolo 21, comma 2, lettera d), dello Statuto della Regione Marche"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di atto amministrativo n. 63 ad iniziativa della Giunta regionale. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente, abbiamo di fronte un atto che è stato esaminato, in verità, con grande attenzione, soprattutto sul piano delle garanzie tecniche e finanziarie e dei sistemi di controllo, è un atto di una certa delicatezza e, chiaramente, è stato anche oggetto di attenzione da parte dell'opinione pubblica. Quando parliamo di rifiuti scattano antenne e preoccupazioni di vario tipo.
La Commissione ha liquidato quest'atto, direi, con buona soddisfazione anche perché alla fine, soprattutto su quello che ha riguardato l'aspetto quantitativo dell'operazione, trattasi complessivamente di 8.100 tonnellate, massimo, che dovremmo ricevere o potremmo ricevere dalla Repubblica di San Marino, quindi, questo atto è sotto la fattispecie giuridica dell'accordo internazionale.
8.100 tonnellate, per chi non è pratico della materia trattasi sostanzialmente, complessivamente sono 3.100 rifiuti speciali e 5.000 generici, di un paio di camion al giorno.
Abbiamo naturalmente avuto tutte le informazioni riguardo alla possibilità da parte delle discariche marchigiane, prevalentemente della provincia di Pesaro, di ricevere questo quantitativo di rifiuti. Questa possibilità è pienamente confermata dai dati e dalle relazioni, quindi non abbiamo problemi da questo punto di vista.
Questo tipo di accordo non ci vede soli, altre Regioni, in modo particolare l'Emilia Romagna, danno questa opportunità alla Repubblica di San Marino, credo che sia inutile aggiungere che, oltre tutto, è un'opportunità di natura economica, perché il paradosso dell'attuale situazione di crisi fa addirittura registrare un calo del fatturato delle discariche, soprattutto, le discariche dei rifiuti speciali, perché diminuisce l'attività industriale, in modo particolare in campo edilizio, quindi una situazione, ripeto, paradossale rispetto a quella che siamo abituati ordinariamente a conoscere.
Sull'atto, nello specifico, non sono state rilevate particolari osservazioni a parte alcune che riguardano amenità del testo che segnaliamo al legislativo, in modo particolare all'articolo 7 viene usata l'espressione "se del caso" o all'articolo 8 "per quanto possibile", le abbiamo accettate perché rivedere il testo della convenzione significava rimettere in moto una procedura che sarebbe durata molti mesi, ma vorremmo raccomandare ai dirigenti ed ai funzionari tecnici, per quello che è possibile, anche se sono convenzioni tipo che il Ministero stipula, penso a decine in tutt'Italia e con il resto del mondo, sono cose un po' ridicole da un punto di vista giuridico, che non si può dire: "l'accordo sarà risolto per quanto possibile tramite consultazioni", non sono espressioni pertinenti da un punto di vista legislativo, almeno a opinione personale.
Approfitto, Presidente, visto che sul piano dei contenuti non ho altre cose da dire, per affrontare in blocco le motivazioni e le osservazioni del Consigliere Marangoni esplicitate attraverso quattro emendamenti. Lo faccio adesso perché, poi, quando esaminiamo gli emendamenti è sempre difficile interrompersi e riprendersi.
Per quanto riguarda il primo emendamento, penso sia sostanzialmente ed anche uno dei più importanti, lo ritengo ammissibile con una modifica, perché gli uffici segnalano che non c'è alcuna difficoltà a relazionare, anche in maniera dettagliata, sull'ingresso di questo particolare quantitativo di rifiuti, perché già viene fatto per tutti i rifiuti che la regione riceve da altre regioni, suggeriscono, però, una dicitura che io ho ritenuto di accogliere leggermente diversa, perché questa è anche specifica e si inquadra con le relazioni che loro già fanno in questo settore, quindi, a quello che propone il Consigliere Marangoni presento un sub emendamento che, ripeto, nella sostanza non cambia niente, anzi per alcuni aspetti è anche più stringente, che dice che il servizio regionale competente presenta annualmente all'Assemblea legislativa un dettagliato report sullo stato di attuazione dell'accordo, contenente il codice dei rifiuti, i quantitativi gestiti annualmente, il codice delle operazioni di recupero.
In pratica la parola chiave, che fa riferimento ad altra normativa, è quella di codice, con questo tipo di parola l'ufficio dice che siamo in condizione di poter dare all'Assemblea legislativa quanto il Consigliere Marangoni chiede.
Per quanto riguarda gli altri emendamenti, li ha presentati solo lui, l'emendamento numero 2 fa riferimento al certificato di avvenuto e corretto smaltimento, questo lo consideriamo assorbito, perché già presente all'articolo 5, terzo comma e, quindi, lo respingiamo.
Stessa cosa per quanto riguarda l'emendamento numero 3, qui segnalo semplicemente quanto mi viene detto, non ho avuto il tempo di verificarlo, ma mi fido pienamente di chi me l'ha segnalato, il Consigliere Marangoni se vuole può fare tutte le verifiche che vuole, gli uffici mi dicono che è già previsto dalla parte prima, paragrafo 11.14 del regolamento transfrontaliero numero 1013 del 2006, lascio la nota che può interessare.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 4 anche questo è previsto, per quanto riguarda i rifiuti radioattivi o materiali contenenti parti radioattive, questo l'ho controllato anche personalmente, nell'articolo 2 dell'accordo, quindi, pertinente da parte del Consigliere Marangoni, ma già compreso.
La proposta che faccio, oltre all'approvazione del testo è che l'emendamento numero 1 del Consigliere Marangoni sia sostituito dal sub emendamento a mia firma e gli altri tre siano respinti per le motivazioni già addotte.

Presidenza della Vicepresidente
Rosalba Ortenzi

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Silvetti.

Daniele SILVETTI. Grazie Presidente, io chiaramente mi associo a quanto relazionato dal relatore di maggioranza per quello che è stato l'approfondimento in merito ad un atto amministrativo che recepisce un accordo già avvenuto fra Stati, cioè fra lo Stato italiano e la Repubblica di San Marino, inquadrandolo, però, come riconoscimento di uno strumento che serve alle nostre aziende, alle aziende dei due Stati, a lavorare meglio, nel rispetto della normativa, nel rispetto della tutela del territorio e della salute,
Alcune osservazione vanno ovviamente fatte. Innanzitutto in questo testo sarebbe stato opportuno, dal mio punto di vista, inserire anche il coinvolgimento, non perché sia contraente, della Provincia di Pesaro Urbino, cosa che in realtà non c'è e che invece è inserita nella convenzione che è stata stipulata tra la Repubblica di San Marino e la Regione Emilia Romagna.
Questo non tanto per un capriccio o per una sottolineatura a tutti i costi, tutt'altro, ma proprio perché all'interno di quella che è la convenzione fra la Repubblica di San Marino e l'Emilia-Romagna si fa, prima di tutto, in premessa riferimento al cosiddetto principio di prossimità, dove una Regione, in qualche modo, depositaria della propria sovranità, delegata dallo Stato, consente ad un altro Stato l'ingresso con mezzi che appartengono all'impresa privata, ma che portano, comunque, la targa straniera.
Siamo di fronte ad una forma di regolamentazione dei rapporti che esistono fra due Paesi che sono indipendenti e sovrani l'uno dall'altro, questa è un’osservazione che faccio oggi perché mi è venuta in mente questa mattina, sarebbe stato opportuno inserire all'interno di questo testo anche il riferimento alla provincia di Pesaro Urbino alla quale si sarebbero delegate quelle che sono le peculiarità e gli aspetti burocratico amministrativi che competono al territorio più prossimo, in questo caso visto che ancora esiste, non possiamo fare finta che non esiste, alla provincia di Pesaro Urbino.
La seconda osservazione che mi sentivo di fare, che è stata comunque recepita dal primo emendamento del Consigliere Marangoni, è la necessità di introdurre degli elementi più specifici in termini di tracciabilità, la tracciabilità da dove il prodotto parte, la tracciabilità del trasporto, quindi, delle vie di comunicazione e, ovviamente, la tracciabilità del luogo dove viene smaltito, recuperato in qualche modo, quindi, sicuramente va in questa direzione ed è, purtroppo, anche questo un elemento contenuto, in modo molto più articolato e specifico, nella convenzione che la Regione Emilia Romagna ha stipulato con la Repubblica di San Marino.
Forse potevamo fare qualcosa di più, qualcosa di meglio, poteva essere articolato in modo un po' più specifico, è chiaro che questa per noi è che altro una presa d'atto di fronte, come si diceva poc'anzi, al fatto che lo Stato italiano ha già sostanzialmente formalizzato un rapporto che non è soltanto giuridico, ma che va a normare quello che è il trasporto, quella che è la libera iniziativa dell'impresa e quella che è l'inevitabile e sacrosanta tutela dell'ambiente e della salute.

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Ha la parola il Consigliere D'Anna.

Giancarlo D'ANNA. Grazie Presidente. Questa è una Regione che continua a stupirmi nel senso che, in questi giorni, anzi in questi mesi, visto e considerato che una delibera di Giunta già alcuni mesi fa aveva recepito questo accordo, nella fattispecie nella provincia di Pesaro Urbino, esportiamo malati con una mobilità passiva di 30 milioni di euro all'anno e importiamo rifiuti da San Marino.
Concedetemi questa provocazione, se volete, sta di fatto che è così, anche perché non viene detto in modo esplicito, adesso lo ha citato il Consigliere Silvetti, che questi rifiuti, anche per la prossimità che c'è con San Marino, andranno a finire nella provincia di Pesaro Urbino, dove già ci sono problemi annosi che hanno portato negli anni passati anche ad un'inchiesta internazionale, chiedo scusa Assessore magari ...

PRESIDENTE. Che succede Consigliere D'Anna?

Giancarlo D'ANNA. A me piacerebbe parlare con il silenzio ...

PRESIDENTE. Lei continui pure tranquillamente, è successo altre volte non è che sia un evento.

Giancarlo D'ANNA. No, io aspetto. Si può anche cambiare questo tipo di sistema, considerato che mezz'ora fa abbiamo fatto una figura, con gli ospiti che avevamo sopra, quando tutti parlavano e nessuno ascoltava. Mi piacerebbe che, quanto meno, quando siamo da soli, fatemelo dire, anche l'Assessore ascolti e, se non vuole ascoltare, ... io aspetto.

PRESIDENTE. L'Assessore Marcolini ascolta sicuramente, è solo questione di un attimo, prego continui pure.

Giancarlo D'ANNA. No, io aspetto, abbiate pazienza, sono stato zitto tutto il giorno, sono stato ad ascoltare gli altri ed adesso aspetto ...
Presidente, la scorsa legislatura, quando era Presidente Bucciarelli, arrivò una lettera di una scolaresca che evidenziata che avevamo fatto una figura, di quelle che è meglio evitare, proprio per il comportamento che i Consiglieri tenevano all'interno del Consiglio, soprattutto in presenza del pubblico ...

PRESIDENTE. Guardi le posso assicurare che sono otto anni che sono qui e da quella parte le manifestazioni d'intolleranza ...

Giancarlo D'ANNA. ... Ok perfetto, mi scusi, se vuol giustificare il comportamento che spesso si tiene in quest'Aula lo faccia pure, ma se ne assuma anche le responsabilità ... a me piacerebbe parlare con chi vuol sentire, chi non vuol sentire può uscire perché è una questione di educazione che non ci starebbe nemmeno male. Sarà una pretesa, quantomeno quella, non siamo capaci di risolvere i problemi, almeno diamo una dimostrazione di essere educati.
Stavo dicendo che negli anni scorsi la questione rifiuti è stata talmente grave nella nostra regione, nella fattispecie nella provincia di Pesaro Urbino, tanto da andare sulle cronache nazionali ed internazionali per lo scandalo arcobaleno.
E' chiaro che un episodio grave come quello non deve necessariamente condizionare le scelte future - non possiamo presumere che tutti coloro che lavorano con i rifiuti adottino, poi, lo stesso sistema, e la Commissione di inchiesta lo ha appurato la scorsa legislatura, ad alcuni rifiuti cambiavano le bolle, c'era un giochetto di bolle e miracolosamente cambiavano profitti e destinazioni, non venivano fatti i recuperi che erano previsti e quant'altro - però, questo mancato coinvolgimento del territorio della provincia di Pesaro Urbino nel quale ci sono seri problemi ..., non solo per la questione arcobaleno (molte delle persone che sono state accusate hanno beneficiato diciamo così del trascorrere del tempo e non hanno nemmeno pagato pegno per i grossi problemi che hanno lasciato nella provincia di Pesaro Urbino), ma anche perchè questa Regione continua a parlare di turismo, a parlare di enogastronomia, turismo-enogastronomia-paesaggio, e non è capace di dare un segnale forte anche nella politica dei rifiuti o lo fa, quanto meno, solo a spot.
Vorrei capire cosa andiamo a dire a quei cittadini ai quali facciamo fare la raccolta differenziata, in alcune realtà anche con qualche difficoltà, soprattutto in alcune zone della città, tipo i vecchi centri storici con l'umido e le varie divisioni che possono esserci, perché poi le nostre discariche, buona parte delle quali sono in via di esaurimento, devono essere riempite con dei rifiuti che arrivano da fuori, così quando abbiamo completato tutte le nostre discariche dobbiamo aprirne delle nuove e la scelta non rimane che quella di fare lotte con il territorio o proporre il solito inceneritore o termo valorizzatore, come lo volete chiamare, che senso ha?
Credo che questa sia una questione anche di educazione del cittadino nel fare una politica diversa dei rifiuti, cioè entrando nell'ordine di idee che i rifiuti devono essere il meno possibile e che, quindi, in alcune situazioni si devono prevedere delle leggi che a monte riducano la produzione dei rifiuti, altrimenti, qualcuno lo ha già citato, diventa solo una questione di business, visto che dietro c'è anche una questione economica, ho avuto modo di dirlo in passato e lo ribadisco oggi, i grossi business attuali e del futuro sono la sanità e i rifiuti.
Tanto c'è poco da fare perché da lì non si fugge, allora che tipo di scelte vuole fare la Regione Marche? Quella che va verso la direzione della riduzione dei consumi, quella che va nella direzione della tutela dell'ambiente o quella che, in nome del business, magari di pochi, vuole continuare a favorire un qualcosa che porta denaro a qualcuno, ma problemi a tutta la comunità? E' chiaro che non si può essere d'accordo, qui non si tratta di fare degli emendamenti, seppur sono da apprezzare quelli del Consigliere Marangoni, qui si tratta di far capire, in modo chiaro e netto, che questa non è una regione che accetta rifiuti che vengono da fuori regione, ovviamente vengono pagati, ma questo non vuol dire che dobbiamo aprire le porte, soprattutto dopo quello che è successo con la questione di arcobaleno.
Non mi meraviglia, però, questa scelta, in una regione in cui, nella sola provincia di Pesaro Urbino ci sono oltre 3.500 edifici pubblici, tra scuole, asili, ospedali, all'interno dei quali c'è ancora l'amianto, nessuno si è preso la briga non solo di rimuoverlo, ma nemmeno di mettere in atto una legge, una proposta di legge o più proposte di legge, apparse in questa Aula, sulla rimozione dell'amianto.
E' chiaro che c'è un disinteresse totale nei confronti dell'ambiente, evidentemente ci sono degli interessi collegati a chi ha la gestione dei rifiuti, evidentemente in alcune realtà far venire rifiuti da fuori serve affinchè quegli accantonamenti che dovevano essere fatti in alcune discariche per il post mortem, e che non sono mai stati messi a punto, oggi utilizzano anche i fondi che arrivano da rifiuti da fuori regione.
Poi non mi convince una cosa, nell'accordo tra lo Stato italiano e la Repubblica di San Marino si fa notare che le caratteristiche del territorio di San Marino e la densità di abitativa di San Marino fanno si che loro scelgano di non mettere le discariche nel loro territorio, ma scusate ma che roba è questa? Nell'accordo tra lo Stato italiano e San Marino si dice: siccome a San Marino le caratteristiche del territorio sono in questo modo, siccome c'è una certa densità di popolazione, noi i rifiuti li andiamo a mettere da quei cretini della provincia di Pesaro Urbino, che hanno una densità meno elevata di San Marino, e problemi con le infrastrutture, con le strutture, con la sanità, andiamo a mettere lì i rifiuti.
Francamente non credo che questa sia una politica intelligente ed attenta, a questo punto mi rivolgo agli amici del Partito Democratico, perché nella mia provincia, cioè nella provincia di Pesaro Urbino, proprio di recente sia i giovani democratici che il Partito Democratico del Comune di Fano hanno aderito ad un'associazione per la campagna rifiuti zero. Vorrei allora vedere il comportamento consequenziale di quei Consiglieri regionali non solo eletti nella provincia di Pesaro Urbino, ma soprattutto quelli della provincia di Pesaro Urbino per vedere se quella è un'operazione di facciata oppure se c'è veramente la volontà di andare verso una politica dei rifiuti completamente diversa che veda, innanzitutto, sul nostro territorio, una politica diversa per il recupero dei rifiuti e un'attenzione maggiore all'ambiente più in generale. Vedremo, poi, se c'è coerenza da parte degli esponenti del Partito Democratico che con questa politica vogliono ridurre ed arrivare, nella nostra provincia, nella nostra regione, a rifiuti zero.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffini.

Roberto ZAFFINI. Grazie Presidente, solo per dire poche cose, confermo tutto quello che è stato fin qui detto dal Consigliere D'Anna, che la nostra provincia è stata storicamente coinvolta in scandali attinenti ai rifiuti, quindi l'attenzione verso questo tema deve essere assolutamente importante
Ho preso posizione tempo fa, quando si era parlato dei rifiuti di Napoli, quindi, per coerenza e per dimostrare che non sono razzista, i rifiuti sono rifiuti, penso che anche i rifiuti di San Marino siano ugualmente rifiuti.
Il discorso delle discariche è un discorso molto delicato, la nostra provincia è quella che ne ha più di tutte rispetto alle altre province delle Marche, a Fano abbiamo la più grande discarica della nostra regione, quindi, questo è un bene prezioso che non può essere messo a disposizione per speculazioni, perché, ripeto, i rifiuti di Napoli sono anche andati in Germania, ma in Germania non andavano nelle discariche, andavano nei termo valorizzatori, avevano un percorso ben diverso e non occupavano spazio ai rifiuti dei tedeschi.
Questo per dire che le operazioni che si devono fare e gli scambi commerciali devono avere la capacità di capire dove si va. Qui si va ad occupare delle discariche che sono un bene prezioso, soprattutto, della nostra provincia, che sono a servizio principalmente degli abitanti della nostra provincia e della regione, quindi, la chiusura verso il conferimento di rifiuti provenienti da altre regioni è, secondo me, in questo momento, doverosa.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1.
Sub emendamento 1/1del Consigliere Marconi. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. E' un sub emendamento che se approvato fa decadere il mio emendamento, ma esprimo parere positivo, lo ha spiegato prima il Consigliere Marconi, quindi, va bene.

PRESIDENTE. Sub emendamento 1/1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 1 del Consigliere Marangoni. Decaduto

Emendamento 2 del Consigliere Marangoni, ha chiesto la parola ne ha facoltà.

Enzo MARANGONI. Il Consigliere Marconi ha detto che questo è già ricompreso nell'articolo 5 dell'accordo, intervengo su questo ed anche sul 3, non è così, certo che nell'articolo 5 dell'accordo, che ho qua, si fa riferimento, e questo avviene nell'ultimo comma, al certificato di avvenuto e corretto smaltimento in termini di recupero intermedio finale, ma lo si fa in riferimento alla garanzia finanziaria, la novità degli emendamenti nn. 2 e 3, parlo anche di questo a questo punto, sta nel fatto che io prevedo che il certificato debba essere comunicato contestualmente anche al servizio regionale competente in materia, cosa che non c'è nell'accordo, se è comunicato al servizio regionale competente in materia, noi Consiglieri abbiamo la possibilità di chiederlo e di verificarlo.
Questo è il significato degli emendamenti 2 e 3, non è vero che è compreso, naturalmente potremmo chiederlo e ottenerlo se l'ufficio della Giunta, come spesso non avviene, l'ho detto stamattina in apertura, avesse la bontà di darcelo, visto che riguarda il nostro diritto ispettivo ed invece, a volte, si chiede, assurdamente, l'accesso agli atti. L'ho già detto stamattina che è una richiesta illegittima, quindi, la novità degli emendamenti 2 e 3 sta nella possibilità che venga dato al servizio regionale competente in materia.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Chiarita la motivazione per la quale il Consigliere Marangoni ha presentato l'emendamento esprimiamo parere favorevole anche su questo.

PRESIDENTE. Emendamento 2. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Emendamento 3 del Consigliere Marangoni, ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Enzo MARANGONI. A beneficio dei Consiglieri Giancarli e Marconi, è lo stesso discorso, c'è ma non è previsto che ce l'abbia il servizio regionale competente, questo ci favorisce l'accesso e la richiesta. E' la stessa motivazione del due, uguale.

PRESIDENTE. Emendamento 3. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Emendamento n. 4 del Consigliere Marangoni. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di atto amministrativo n. 63, così come emendata, la pongo in votazione per appello nominale chiesto a nome dei Consiglieri D'Anna, Zaffini e Marangoni.
Favorevoli: Bellabarba, Busilacchi, Canzian, Eusebi, Giancarli, Giorgi, Latini, Malaspina, Marconi, Marinelli, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Romagnoli, Sciapichetti, Silvetti, Traversini, Trenta.
Contrari: Ciriaci, D'Anna, Foschi, Marangoni, Zaffini, Zinni, Carloni(*).
Astenuti: Nessuno.

(L'Assemblea legislativa approva)

n.d.r. Il Consigliere Carloni, dopo l'intervento del Consigliere Giancarli, quale relatore di maggioranza della proposta di deliberazione n. 25, chiede di rettificare il suo voto sulla proposta di atto amministrativo n. 63: da favorevole a contrario.

Proposta di deliberazione n. 25 (testo base)
(Proposta di legge alle Camere)
ad iniziativa dei Consiglieri Giancarli, Silvetti, Binci, Acquaroli, Acacia Scarpetti, Camela, Ricci
"Divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi"

Proposta di deliberazione n. 17
(Proposta di legge alle Camere)
ad iniziativa dei Consiglieri Cardogna, Giorgi
"Divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi"

Proposta di deliberazione n. 18
(Proposta di legge alla Camere)
ad iniziativa della Consigliera Giorgi
"Divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi"
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca le proposte di deliberazione n. 25 ad iniziativa dei Consiglieri Giancarli, Silvetti, Binci, Acquaroli, Acacia Scarpetti, Camela, Ricci, n. 17 dei Consiglieri Cardogna, Giorgi, n. 18 della Consigliera Giorgi. Ha la parola il relatore di maggioranza Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente, siamo in presenza di tre proposte, per la verità il Presidente dell'Assemblea legislativa Solazzi ha seguito in prima persona questa vicenda, in un incontro a Venezia, fra le Regioni, fra i Presidenti delle stesse. C'è stata, poi, una proposta, e voglio ringraziarlo, del Consigliere Cardogna, ed una proposta dei Consiglieri Cardogna e Giorgi, che ringrazio, la Commissione ha ritenuto di fornire il testo base e, quindi, questo atto porta la firma di tutti i componenti della Commissione, del Presidente, del Vicepresidente e tutti i Commissari.
Perchè questo atto, questa proposta di legge alle Camere? Le ragioni sono molte, io, per un attimo, vorrei soffermarmi, ad esempio, sul turismo, perché molto spesso in questa Aula si parla del turismo, si dice che è uno dei asset fondamentali individuati dalla Regione per la crescita dell'economia. Un settore, tutti concordiamo, dalle enormi potenzialità, soprattutto, per l'occupazione, per il reddito, per gli investimenti, per l'imprenditoria giovanile. E' il nostro orizzonte di riferimento, a volte sosteniamo, e le Marche si presentano con un unico marchio, oramai su questo ho ascoltato più volte, in Aula, le relazioni del Consigliere Perazzoli, come relatore di maggioranza, e di altri che si occupano di queste materie.
Dicevo che le Marche si presentano con un unico marchio, il brand Marche, che è la componente fondamentale del made in Italy, all'interno del quale poter scegliere. In questi ultimi anni si è sottolineata anche questa possibilità, cluster di prodotti omogenei. Quindi turismo balneare da un lato, valore dell'ambiente dall'altro, anzi mettiamoli insieme, e se è vero che in questa regione ci sono 18 bandiere blu, c'è attenzione alla blu economy, c'è attenzione al turismo, c'è la sensibilità ambientale, non credo che possiamo consentire su un mare, come quello Adriatico, che si continui a svolgere attività finalizzata all'estrazione del petrolio.
Tra l'altro alcune società multinazionali hanno avanzato nuove richieste per effettuare trivellazioni, ricerche e prospezioni a poche miglia dal litorale marchigiano, questa è una proposta di legge alle Camere …, ma se in quest'Aula, che la propone, c'è questa attenzione, perché i Parlamentari dovrebbero ascoltarci? Presidente io direi che potremmo anche aggiornarci, perché, rispetto a questo fatto, se non ne siamo convinti, ripeto, è una proposte di legge alle Camere, possiamo aggiornarci.
C'è anche un'altra proposta, fra l'altro, presentata dalla Giunta regionale, se ne è occupato in passato il Consigliere Eusebi, se ne occupa ora l'Assessore Giorgi, è una proposta di legge relativa al sistema regionale per la difesa da inquinamenti da idrocarburi o da altre sostanze nocive causati da incidenti marini, questa è legata in qualche modo a quella proposta perché prevede l'istituzione di un sistema regionale di monitoraggio e allertamento costiero per la difesa dall'inquinamento derivante da idrocarburi o da altre sostanze disperse in mare e, ripeto, qui c'è l'obiettivo della previsione, della prevenzione e della gestione dell'emergenza.
Se l'Aula ritiene che la proposta alle Camere, ripeto, avanzata da più soggetti, dai singoli Consiglieri ..., ho ricordato il fatto che se ne è occupato per primo, in termini di iniziativa consiliare, il Consigliere Cardogna, che ci sono altre proposte, che c'è stato quell'incontro del Presidente, che c'è sicuramente un problema aperto con le altre Regioni dell'Adriatico, ma credo che saremo capaci di farci ascoltare anche dalle Commissioni ambiente della Camera e del Senato per far si che questa possa diventare legge dello Stato, dico questa cosa perché la competenza, ovviamente, è dello Stato.
Parlavo di turismo, parlavo di ambiente, l'obiettivo è quello di fare in modo che ci sia protezione del territorio, salvaguardia dell'ambiente, perché sono valori giuridicamente tutelati e, sicuramente, il Consiglio regionale delle Marche, interprete della comunità marchigiana, se ne saprà rendere conto.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Sulla proposta di atto amministrativo n. 63 chiedo di registrare il mio voto contrario.

PRESIDENTE. Va bene, c'è stato un errore, quindi, il Consigliere chiede di cambiare il voto, contrario per la proposta di atto amministrativo 63.
Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Questa proposta di legge che il Consiglio regionale approva e invia per un'iniziativa parlamentare alle Camere è importante
E' importante perché il nostro mare, il mare Adriatico, è un mare chiuso, e i fattori di inquinamento, come scritto nella relazione introduttiva alla presente legge, sono diversi, vengono dalle piattaforme per la ricerca o per l'estrazione attualmente presenti, dal transito delle navi, delle petroliere, eccetera, dall'apporto dei fiumi che insistono, in maniera tale da compromettere le attività legate sia allo sfruttamento della pesca che all'uso turistico della costa, oltre che la sopravvivenza dell'ecosistema marino dell'Adriatico.
Da un punto di vista del valore, il ritorno economico, attuale e futuro, di queste trivellazioni e dell'uso, in tal senso, del nostro mare, presenta un bilancio totalmente negativo nel rapporto costi/benefici, ritengo, quindi, fondamentale che si vada all'approvazione di questa proposta di legge di divieto di prospezione, ricerca e coltivazione che si applica ai procedimenti autorizzativi non ancora avviati, ma non ai permessi ed alle autorizzazioni, alle concessioni in essere, fino alla loro scadenza, quindi, andiamo a limitare, a bloccare, allo stato attuale, quello che è l'uso del nostro mare.
Ritengo che sia importante, non possiamo permetterci rischi, come quelli della piattaforma estrattiva nel Golfo del Messico che, nel caso del Mare Adriatico comprometterebbero sia l'ecosistema che il sistema economico che attualmente si basa sullo sfruttamento, sull'utilizzo ecocompatibile di questo mare che vogliamo possa continuare ad essere a disposizione sia nostra che dei nostri figli.

PRESIDENTE. Ha la parola l'Assessore Giorgi.

Paola GIORGI. Grazie Presidente, anch'io naturalmente raccolgo l'invito fatto dal relatore di maggioranza, Consigliere Giancarli, che ha bene illustrato i contenuti di questa proposta che va alle Camere.
Proprio per l'importanza che ricopre quest'argomento, voglio ricordare che una delle prime mozioni che presentai, insieme al collega Eusebi, nel 2010, fu quella relativa al divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi, quindi, è un percorso che ho condiviso e che va avanti da tempo.
Questa proposta di legge che verrà, mi auguro, approvata stamane in Aula è sicuramente un punto importante.
Fra le varie considerazioni da fare su questa tematica, voglio dire che la Regione Marche è una delle pochissime Regioni che si è dotata di un'apposita posizione di funzione per la tutela del mare. Stiamo attivando un monitoraggio, un paio di giorni fa ho visitato la sala operativa e ho visto l'attività del monitoraggio, ci sono molti elementi importanti che dobbiamo prendere in considerazione, principalmente la quantità di petroliere, cargo, che transitano nella parte italiana della costa adriatica, sono dei dati molto importanti. Tra l'altro due settimane fa, in Aula ho relazionato in merito all'incidente che è accaduto al largo della costa di Civitanova ad una nave turca, quindi, è un argomento di notevole importanza, ma voglio introdurre un altro tema, giustamente il Consigliere Giancarli parlava del turismo, nella mozione, nella proposta di legge, nelle varie mozioni che sono state presentate, veniva anche citato il tema della Macro Regione Adriatico Ionica, una settimana fa a Roma c'è stato un momento importante per arrivare all'approvazione della strategia della Macro Regione, soprattutto un momento importante per attivare degli specifici finanziamenti, è stata costituita all'interno della Commissione affari comunitari, una Sottocommissione specifica alla quale partecipano le 10 Regioni che insistono sul mare Adriatico e sullo Ionio proprio per studiare le linee di intervento finalizzate alla Macro Regione Adriatico Ionica.
Una di queste linee di intervento, quella che viene considerata principale dall'Europa, perché rientra un po' in tutte le politiche strutturali, in tema di politiche europee naturalmente, è la blu economy, quindi se parliamo di blu economy dobbiamo avere un'attenzione grandissima nella tutela ambientale del nostro Mare Adriatico.
Queste sono ulteriori motivazioni che metto in campo per sostenere questa proposta di deliberazione che già altre Regioni hanno assunto ed è fondamentale che dalla Regione Marche, che è stata la promotrice se vogliamo di questa strategia, della Macro Regione Adriatico Ionica, arrivi in tempi brevi questa decisione, questa proposta di deliberazione alle Camere.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Ricordo che con la votazione finale della proposta di deliberazione n. 25 si approvano anche la relazione illustrativa e la relazione tecnica.
Proposta di deliberazione n. 25, la pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 333
ad iniziativa della Giunta regionale
"Disciplina dei procedimenti contrattuali regionali"
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la proposta di legge n. 333 ad iniziativa della Giunta regionale.

(fuori microfono il Consigliere Trenta chiede la verifica del numero legale)

PRESIDENTE. Un attimo, prima andiamo all'articolato della legge, quando metterò in votazione l'articolo, lei chiederà la verifica del numero legale. Ha la parola la relatrice di maggioranza Consigliera Bellabarba.

Letizia BELLABARBA. Grazie Signora Presidente.
Questa proposta di legge si rende necessaria in quanto bisogna adattarsi alle novità introdotte dalla normativa europea e statale in materia dei contratti pubblici, in particolare bisognerà andare all'abrogazione della legge regionale del '92, numero 49, che non aveva mai recepito queste importanti novità in materia di contratti pubblici, infatti mentre la legge del '92 è rimasta così com'era, la Regione ha provveduto a istituire la Suam, quindi, è chiaro che bisogna procedere ad una armonizzazione al fine di renderla totalmente operativa.
In particolare il decreto legislativo n. 163 del 2006 dà competenza alle Regioni di normare in materia di organizzazione amministrativa riguardo anche ai compiti, ai requisiti del responsabile del procedimento, alla nomina della Presidenza e alla composizione della Commissione giudicatrice.
All'interno di questa proposta di legge gli elementi più importanti riguardano proprio questo, vorrei sottolineare che all'articolo 3, per la precisione, vengono ben descritte e definite le competenze del responsabile del procedimento, e questo è un elemento che vorrei sottolineare.
Gli altri due elementi che sono compresi e sono molto importanti riguardano la possibilità di reperire i Commissari esterni non solo all'interno delle Università o tra i liberi professionisti, ma anche altrove, a secondo delle competenze, delle professionalità che di volta in volta vengono richieste.
Un'altra piccola differenza rispetto alla legge statale riguarda la composizione della Commissione giudicatrice, infatti non stabiliamo il numero preciso dei componenti, come dice la norma nazionale, che specifica un massimo di cinque, ma prevediamo che debba essere un numero di componenti adeguati alla singola procedura, perché la procedura può essere più o meno complessa, quindi può richiedere un numero differente di componenti.
E’ importante ed anche abbastanza urgente approvare questa proposta di legge, al fine di rendere, in tempi rapidi, totalmente operativa la Suam, quindi, invito i Consiglieri a votare in modo favorevole.

PRESIDENTE. Ha la parola il relatore di minoranza Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Devo dire che la proposta è abbastanza tecnica però fotografa anche qualche aspetto politico.
Innanzitutto mi sento di richiamare il fatto della necessità di declinare meglio le competenze della Stazione unica appaltante, questa proposta di legge ne traccia i contorni al fine di garantire un aspetto più esecutivo rispetto a ciò che avevamo creato con l’altra legge.
Ora ci sono degli aspetti che a mio avviso sono tendenzialmente carenti, posto in essere l'utilizzo della Stazione unica appaltante, intrecciato con la normativa nazionale, la legge locale non ci obbliga, purtroppo, ad utilizzare questo unico strumento in maniera vincolante, ciò vuol dire che per alcune competenze restano residuali le autonomie. Questo comporta che potrebbero esserci modi diversi di affrontare gli appalti all'interno della Regione Marche e questo, ovviamente, è un po' una sconfitta.
Un altro aspetto carente che mi crea delle perplessità è quello che quando noi andiamo a individuare le due ipotesi, quella dell’offerta del prezzo più basso, l'altra dell'offerta economicamente più vantaggiosa, è evidente che, in quella più semplificata, la cosiddetta apertura delle buste con prezzi più bassi, è individuato il responsabile del procedimento o il responsabile del Suam, come soggetto atto a certificare chi si aggiudica l'appalto, nell'ipotesi dell'offerta economicamente più vantaggiosa è prevista, giustamente, visto che c'è una valutazione di merito, l'istituzione di una Commissione. Ora quello che mi crea un po' sconcerto, anche a seguito della deroga che citava la Consigliera Bellabarba, all'interno della proposta legge, vale a dire che oltre ad universitari e liberi professionisti è possibile individuare particolari figure che hanno un back ground culturale, tecnico tale da poter essere tenuti in considerazione, è che essendo il responsabile del procedimento, il responsabile del Suam, colui che nomina i componenti della Commissione, è ovvio che qui c'è un piccolo margine, un piccolo vuoto, un vulnus di discrezionalità eccessiva, perché la legge nazionale, comunque, rimarca delle categorie, magari anche a torto, però ben precise, in questo caso iniziamo a derogare.
In Commissione mi era venuta l'idea di immaginare la creazione di un apposito Albo di persone da nominare per questo tipo di Commissione e prevedere un sorteggio fra figure che hanno pari competenza.
Non so francamente in quanti posti d'Italia una cosa del genere sia mai stata fatta o pensata, sta di fatto che in un momento in cui le istituzioni soffrono dell'antipolitica, soffrono del disagio dei cittadini, soffrono nei confronti delle imprese per una credibilità complessiva, perché quest’ultime non vengono pagate nei termini giusti quando ci lavorano e molte non riescono mai a lavorare con la pubblica amministrazione, è ovvio la perplessità quando si immagina un organismo unico che tende ad accentrare gli appalti e che l'offerta economicamente più vantaggiosa sia individuata da una Commissione nominata e non sorteggiata fra persone aventi pari titoli, consentirmi di dire, non per fare demagogia grillina, che quest'aspetto della norma non costituisce una particolare e brillante garanzia di trasparenza da parte di tutti noi.
Ho apprezzato che la Commissione, su mia richiesta, abbia modificato il testo della Giunta prevedendo dei pareri di Commissione per quella che è la declinazione del regolamento esecutivo da parte della Giunta e per quello che riguarda anche la regolamentazione delle spese in economia, e qui vengo alla conclusione politica.
Ritengo che questa proposta di legge possa essere a metà fra un grande strumento, che ci consente un po' di più di razionalizzazione degli appalti, penso soprattutto alla sanità, spero che serva a superare le spese in economia fatte dalle tante Asur, ex Zone territoriali che hanno portato a far lievitare completamente i costi delle forniture, rispetto a quello che potrebbe essere un appalto centralizzato, ma dall'altra ho la sensazione che il rischio sia quello di passare da questo tipo di vuoto normativo a un accentramento di potere, se non verrà fatta all'insegna della più totale trasparenza, nelle mani di pochi.
Questa legge non declina tutto ciò, questa legge si occupa solo della cornice, il "campo di battaglia" della Suam con la delimitazione delle sue competenze basiche, quindi una proposta di legge tecnica, una proposta che in realtà fotografa politicamente il fatto che ci siano molte carenze e molte incertezze su quello che sarà il modo di gestire gli appalti in futuro. A questo proposito non voterò a favore di questa proposta di legge.

PRESIDENTE. La discussione è aperta. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Molto brevemente per dire che con questa proposta di legge noi andiamo di fatto a rendere operativa ed efficace una proposta di legge che, se non erro, è stata votata all'unanimità da quest'Aula, quella della Stazione unica appaltante.
Molto spesso viene richiamata anche nei dibattiti che facciamo sui temi della sanità, come un fattore importante di economicità, di trasparenza e di buona gestione degli appalti, quindi, credo che sarebbe opportuno che oggi l'Aula approvi questa legge in modo da poter rendere, già con i bandi che ci saranno a settembre e a ottobre, il funzionamento della macchina amministrativa più efficace.
Un richiamo a tutti noi ed all'Aula perché quell'atto approvato, allora, all'unanimità possa oggi trovare una sua prosecuzione naturale.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Latini.

Dino LATINI. Sottolineo l'importanza di questa legge che forse non è immediatamente colta o coglibile, non solo dagli operatori che sono meno interessati a quella che ormai è diventata la filiera della trasparenza elettronica, dell'uso della Consib e della scelta di quelle attività, di quei servizi e di quelle attrezzature, in particolare per quanto riguarda alcuni aspetti della sanità, del cottimo fiduciario, per l'espletamento dei servizi di sostegno all'attività specialistica di ogni branca, attraverso l'uso di scelte, di metodi trasparenti che alla fine rivelano alcune difficoltà pur premiando il risparmio.
Negano, diciamo così, la possibilità che nella nostra Regione ci siano scelte uguali a quelle che si è costretti a fare attraverso la borsa elettronica o altre metodologie implementate nell'ultimo biennio e triennio negli enti locali, anche in Regioni diverse rispetto a quella di appartenenza.
La legge porta un passo avanti nella tutela che tutti noi vogliamo e che, in qualche modo, abbiamo proclamato, cioè la difesa di tutte le attività che sono realizzate e si svolgono nel territorio della Regione che danno, quindi, occupazione e che si pongono al servizio di un mercato, delle attività dei settori che toccano anche la Regione.
Questo il primo aspetto.
Tanto è vero che l'uso della Consib, cioè l'utilizzo dello strumento Consib per la scelta dei servizi a risparmio da parte della Regione, diventerà una via subordinata, solo nel caso in cui, per quanto riguarda i settori colti nell'ambito dell'indirizzo della legge che andiamo ad approvare, e non la prima scelta che si dovrà in futuro compiere.
Secondo aspetto, siamo in un settore che è quello della trasparenza delle scelte operate sul tema del risparmio, che sperimenta soluzioni via via innovative che devono tenere conto del principio della trasparenza stessa, della necessità che sia in qualche modo divulgato a tutti, e dell’opportunità che chi opera nell'ambito della trasparenza sia in qualche modo immune da ogni vizio umano, da ogni possibilità di essere, in qualche modo, adulato, sentito e colto, diciamo così, come potrebbe avvenire in linea teorica, dalla prospettazione di un'offerta diversa da quella che dovrebbe avvenire attraverso il metodo utilizzato dalla norma.
Pur cogliendo l'importanza profonda, che il Consigliere Zinni ha sottoposto anche in sede di Commissione, della necessità di istituire un elenco o albo, che dir si voglia, affinché ci sia una rotazione e non ci sia, come posso dire, la consuetudine di andare a chiamare gli stessi Commissari per diventare un vizio anch'esso, è veramente difficile, se non impossibile e, comunque, almeno in questa prima fase dell'attuazione della legge, non si prevede,il principio che noi tutti vogliamo.
Direi, quindi, che l'indirizzo indicato nell'ambito della proposta di legge della Giunta va, in qualche modo, ad aprire, non soltanto una via nuova, ma una via nuova che rende gli stessi Commissari lontani dal difetto dell'essere, in qualche modo, avvicinati da coloro che devono fare delle offerte economiche.
Certo il rischio che siano o potranno essere, se non sempre gli stessi, molto spesso gli stessi soggetti o, diciamo, ripetitivamente quasi sempre gli stessi soggetti, è uno di quei dubbi su cui dovremmo lavorare in futuro, solo quando la norma avrà preso regime ed in un arco di tempo, considerato di medio periodo, si potrà dare una valutazione su l'efficacia e l'efficienza della scelta operata.
Ultimo aspetto poi chiudo, questa legge si inquadra nell'ambito di un'applicazione complessiva, di un principio che la Regione Marche, a differenza di altre Regioni, tende ad evidenziare e a portare in risalto, se non all'ennesima potenza, la Stazione unica per quanto riguarda gli appalti, la realizzazione di questa legge ed altre che dovranno per forza a cascata avviarsi ad essere portate all'esame dell'Assemblea legislativa, consentirà di avere una metodica automatica che interesserà tutto l'ambito dalla Regione e degli enti locali, fino ad arrivare, colgo lo spunto che ho sentito, pochi minuti fa, da parte del Consigliere Busilacchi, a tutti gli enti collegati, le aziende, in qualche modo, partecipate dagli enti locali e partecipate dalla Regione per diventare un automatico controllo, un faro, e l'opinione pubblica attraverso il collegamento via internet o comunque con un metodo abbastanza semplice riuscirà ad avere i parametri e nello stesso momento l'applicazione degli stessi ed evidenziare, se ci sono, discrasie.
Questo non ci porterà ad essere efficacemente e totalmente trasparenti, ma ci avvicinerà molto a quello che è l'obiettivo che queste leggi si sono poste, quello di avere da un lato un unico metodo per la Regione per raggiungere l'assegnazione degli appalti dei servizi e delle attrezzature e anche di quei moderni mezzi previsti dallo giuslavoraistico, come il cottimo, e dall'altro far sì che questi mezzi siano più efficaci e trasparenti possibili e che si allontani il concetto di un utilizzo improprio del denaro pubblico.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Articolo 1. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 2. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 3. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 4. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

Articolo 5. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 6. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 7. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)
Articolo 8. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Articolo 9 (Dichiarazione d'urgenza). Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa non approva)

Coordinamento tecnico. Lo pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Proposta di legge n. 333. La pongo in votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Mi dicono che c'era un accordo per finire qui. Va bene, la seduta è tolta, ci vediamo martedì prossimo.

La seduta termina alle ore 14,40.

 

 
 
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