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#MARCHEUROPA In apertura i saluti del presidente del Consiglio regionale Mastrovincenzo: “Le Marche al centro, l’Europa all’orizzonte. Regioni e enti locali sono chiamati ad un nuovo protagonismo, di fronte al prevalere delle chiusure nazionalistiche”.

“Con #Marcheuropa Consiglio regionale e Istao hanno assunto insieme un impegno: accrescere la consapevolezza di coloro che guidano le amministrazioni e le organizzazioni sociali, rispetto ai temi di un’agenda politica condivisa, che abbia le Marche al centro e l’Europa all’orizzonte. Una sperimentazione molto importante per ritagliare spazi di riflessione comune, sacrificando al dinamismo della decisione, il merito e l’opportunità di ciò che decidiamo”. Con queste parole il presidente Antonio Mastrovincenzo ha concluso il suo intervento d’apertura alla prima giornata di #marcheuropa a Villa Favorita. Un progetto formativo rivolto ai giovani amministratori locali, oltre 100 quelli presenti in sala, da lui definito “agorà di approfondimento e dibattito sui temi di maggiore emergenza”, nato “dal bisogno avvertito da tanti, soprattutto dai giovani, in una fase d’incertezza politica, di uno sforzo di inquadramento e di analisi, per capire dove stiamo andando, quali sono le questioni fondamentali”. Tutto ciò in un contesto europeo dove “terrorismo, migrazioni e crisi economica scuotono la coscienza dei cittadini” e nel quale “le Regioni e gli enti locali sono chiamati ad un nuovo protagonismo, di fronte al prevalere delle chiusure nazionalistiche”. Dopo aver ringraziato l’Istao e il suo presidente Marcolini, i partner, le quattro università marchigiane, LaPolis, Case (Centro alti studi europei) e Symbola (fondazione per le qualità italiane), Mastrovincenzo ha presentato i contenuti della prima giornata e delle due successive. “Questo primo seminario – ha spiegato – si apre in assoluta coerenza con le questioni che l’attualità consegna alla riflessione politica: come è cambiata la percezione dell’identità regionale prima e dopo la crisi, ammesso che la crisi sia passata, e come incideranno i cambiamenti costituzionali sulle Regioni e sull’intera filiera istituzionale, se il referendum confermativo dovesse approvare la riforma in via definitiva”. Il secondo appuntamento, il 13 maggio, proporrà una riflessione su “Marche tra criticità e nuovo sviluppo”, partendo dallo studio di Pietro Alessandrini (Univpm) “Marche + 20”, con l’intento, ha sottolineato il presidente, “di fare un’analisi onesta dei nostri punti di forza e debolezza, delle criticità e delle potenzialità, con un obiettivo su tutto: il lavoro, il lavoro per chi abita e vive la nostra regione, all’interno di un modello di sviluppo che sappia cogliere le opportunità della tecnologia e rispettare le tematiche ambientali”. Infine lo scenario macroregionale, cardine dei seminari del 17 giugno, occasione per porsi ulteriori interrogativi sul futuro delle Marche. “Oltre ai cambiamenti istituzionali ed economico sociali, non potevamo non tematizzare la questione degli scenari più ampi: la Macroregione Adriatico-Ionica, ma anche il dibattito sulle macroregioni italiane. Ragionare insieme ad altri territori omogenei può essere l’occasione per rimettere in gioco le Regioni, la cui immagine si è drammaticamente appannata? E’ possibile, confrontandosi su scenari più ampi, unendo la scelta adriatica con l’apertura ad est e con la coesione e le virtù civiche dell’Italia centrale, avere un’interlocuzione più forte ed efficace con l’Europa e le sue opportunità”.
(l.v.)

Comunicato n.149, Venerdì 15 Aprile 2016
 

 
 
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