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#MARCHEUROPA: IL FUTURO DELLE REGIONI E DEI COMUNI Il Sottosegretario Bressa: “Stiamo realizzando una rivoluzione storica. Le regioni saranno protagoniste del nuovo Senato”. Dalla legge Delrio alla riforma costituzionale, a Villa Favorita spunti di riflessione sul riordino degli enti locali. Prossimo appuntamento il 13 maggio dedicato al nuovo modello di sviluppo marchigiano.

“Ci sarà un Senato diverso dove le regioni saranno protagoniste, saranno parte della scelta del procedimento amministrativo, faranno le leggi. Questo è un grande salto di qualità per le Regioni e anche per il nostro bicameralismo che esce dalla dimensione del bicameralismo perfetto, ormai scomparso in tutti i Paesi dell’Europa occidentale”. Così Gianclaudio Bressa, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per gli affari regionali, ha definito la riforma costituzionale a conclusione della prima giornata di seminari di #Marcheuropa a Villa Favorita. “Il nostro è un sistema – ha proseguito - che ha bisogno di rotture capaci di rendere i principi fondanti della nostra Costituzione oggetti vivi. Questa riforma costituzionale, nel momento in cui supera il bicameralismo, modifica alla radice il modo di essere della nostra Repubblica. Per la prima volta al centro dei processi, laddove si fanno le leggi, interverranno i soggetti rappresentativi dei territori”. La sessione pomeridiana era stata aperta da Marco Cammelli, professore emerito di diritto amministrativo all’Università di Bologna, che ha proposto la relazione “Riforme costituzionali e riforme amministrative: quali regioni?”. Nel suo intervento Cammelli ha ipotizzato quelle che potrebbero essere le conseguenze della riforma costituzionale nella filiera istituzionale. “Diminuiranno i contenziosi tra Stato centrale e Regioni – ha sostenuto – ma probabilmente aumenteranno i conflitti tra Camera e Senato”. E’ necessario “il recupero della legittimazione delle amministrazioni pubbliche, della convinzione, della percezione dell’importanza del ruolo, altrimenti il rischio è quello di trasformare una scelta, in un mero adempimento amministrativo”. Luca Antonini, professore di diritto costituzionale all’Università di Padova, ha focalizzato l’attenzione sull’autonomia finanziaria delle regioni, soffermandosi sulle conseguenze dei tagli lineari alla spesa pubblica che a suo parere “scacciano la spesa buona e premiano quella cattiva, senza discriminare tra enti virtuosi ed enti inefficienti”. Per compiere dei tagli “occorre innanzitutto definire i Lep e i Lea, i livelli essenziali delle prestazioni e i livelli essenziali di assistenza”. La legge Delrio e i percorsi di riforma e riordino del sistema delle autonomie locali sono stati al centro dell’intervento di Silvia Spinaci, esperta in diritto degli enti locali. La studiosa ha analizzato tutti gli aspetti dell’impianto normativo, dall’obbligo di gestione associata dei servizi agli incentivi per facilitare i percorsi di fusione. “Dal punto di vista statale – ha sottolineato la Spinaci - c’è stata una politica molto chiara e significativa a sostegno delle fusioni dei Comuni, confermata anche nell’ultima Legge finanziaria”. Il 13 maggio secondo appuntamento con #Marcheuropa, dedicato a “Le Marche tra criticità e nuovo sviluppo”.
(l.v.)


Comunicato n.151, Venerdì 15 Aprile 2016
 

 
 
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